L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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giovedì, 18 maggio 2006

LET'S GET SMASHED (APPROCCIO AUTODISTRUTTIVO ALL'ALCOL)

Pur venendo da una regione che vanta il primato per il consumo di alcol in Italia e, pur essendo avvezza ai giri delle osterie, bar ed enoteche, mi rendo conto di come la modalitá di consumo in Inghilterra sia sostanzialmente diversa.

Il presupposto con cui l’Inglese si accinge al bere é di natura autodistruttiva; all’uscita dal lavoro si fionda nel pub con una sola chiara idea in mente: ubriacarsi. Il bere fuori pasto poi é garanzia di raggiungere l’obbiettivo in breve tempo.

É stupefacente la rapiditá con cui ingurgita una pinta dietro l’altra (ricordo che una pinta corrisponde a 568ml, poco piú di mezzo litro); si perchè, un’altra particolaritá, é quella di ordinare una seconda pinta quando ancora la prima non é
terminata.
Altra consuetudine é quella del pagare il giro: raramente l’Inglese fa alla romana, perchè il bere é il momento di massima convivialitá in questo paese. Il bere si condivide con gli altri e bevendo si abbattono le barriere, si riducono le distanze, si abbandonano alle confidenze, per poi l’indomani ritornare ad un saluto sobrio e distaccato.
Da tutto ciò ne consegue quello che ho definito lo sport più praticato negli UK: il vomitare. Nella Londra by night (e talvolta pure by day) le vomitate sostituiscono, per frequenza e casualità, quegli spiacevoli imprevisti che in Italia sono rappresentati dai “ricordini” lasciati dai cani sui marciapiedi. Se il vomitare é l’effetto piú folkloristico e colorito di una sbronza, l’“hangover”, ovvero il post sbronza, alimenta la mitologia e la narrativa orale degli anglossassoni. Sembra addirittura esserci un rapporto diretto tra hangover e popolarità: più il racconto dell’hangover e del modo in cui lo si è procurato sono raccapriccianti, più il consenso e l’approvazione sociale aumentano. Sorvolo poi sui risvolti antisociali e violenti del bere che affligono questo paese.

Mi sono dunque chiesta il perchè di questo consumo sregolato e frettoloso, e credo di aver trovato una spiegazione storica a questo fenomeno: la risposta si chiama DORA (Defence of the Realm Act), 1914. Questa legge fu emanata poche settimane dopo l’inizio della Prima Guerra Mondiale e mirava ad aumentare i poteri del governo durante il conflitto su svariati ambiti della vita sociale del paese. Relativamente all’alcol, oltre al suo razionamento e alla censura sulla stampa, era prevista la riduzione dell’orario di apertura delle public houses (pub) dalle 12–14.30 e dalle 18.30–21.30. Nel corso del 1900 gli orari di apertura dei pub furono progressivamente allungati, tuttavia solo fino all’anno scorso in Inghilterra il termine legale per servire alcolici nei pub erano le 23.00.

Da qui la frenesia del bere-a-più-non-posso degli Inglesi a causa del ristretto numero di ore disponibili per farlo. Il 24 Novembre 2005, data in cui è entrato in vigore il Licensing Act del 2003, segna l’inizio di una nuova era del bere in Inghilterra dal momento che le licenze e gli orari per servire alcolici sono stati definitivamente liberalizzati. Questo progressivamente porterà alla scomparsa della campanella dell’ultimo ordine e delle corse ad accaparrarsi l’ultimo giro di pinte che hanno scandito un secolo di vita alcolica inglese.

postato da: mvittoria alle ore 09:14 | link | commenti
categorie: londra, curiositá
giovedì, 11 maggio 2006

STORIE DELL'ALTRO MONDO - 4

Lui...

… é piccolo e nervoso, si muove irruentemente spesso urtando quello che incontra sulla sua strada. La sua attuale professione é la fotografia, ma non é la prima nè l’ultima delle sue avventure imprenditoriali: é una di quelle persone che passa con disonvoltura da un lavoro all’altro senza porsi troppe domande, nè farsi eccessivi scrupoli. Non ha molti amici e esce di rado: una vita tutta casa e lavoro. Io non approvo l’abitudine di portarsi il lavoro a casa, ma ritengo allo stesso tempo bizzarro che non ce ne sia proprio nessuna traccia. Nella casa di un fotografo, di un libero professionista, immagino non sia improbabile trovare un rullino, dei provini, delle stampe, una macchina fotografica, un misuratore di luce, insomma un qualche attrezzo del mestiere. In questa casa non c’è alcuna traccia della sua professione, neppure una cornice con foto; tanto che talvolta mi é venuto il sospetto che fosse tutta una invenzione. Prego chiamatemi Miss Marple.

postato da: mvittoria alle ore 17:22 | link | commenti
categorie: storie

STORIE DELL'ALTRO MONDO - 3

LEI...

… aspetta che lui torni, lava e riordina la casa diligentemente, fa la spesa e cucina. Ha un’etá che non le permette piú di ricevere regolari ingaggi per le sfilate; con questo non intendo dire che sia “vecchia”, é semplicemente una donna, non piú una ragazzina. Nonostante il ritiro dalle passerelle mangia ancora come un uccellino per mantenersi ossuta e filiforme. Non la definirei bella, ma piuttosto un tipo. La mattina si alza molto tardi, poco prima dell’ora di pranzo, si fa una tazza di caffè e trascorre le ore muovendosi pigramente nella casa silenziosa. Spesso sparisce per delle ore in qualche stanza o nel giardino e, cosí indolentemente, trascorre il resto della giornata finchè all’imbrunire si accinge a cucinare il primo pasto del giorno. Cucinare é l’unica attivitá che sembra risvegliarla dall’apatia e dal distacco emotivo che sembra avere con tutto ció che la circonda. É abile e sicura in quello che fa, le idee non sembrano mancarle tanto che passa ore davanti ai fornelli, preparanodo numerose pietanze, antipasti, diversi contorni, e piatti spesso elaborati. Terminato di cucinare copre piatti, pentole e insalatiere e attende il ritorno di Lui. Intorno alle ventidue e trenta, ventitrè Lui rientra, si fa una doccia e finalmente si siedono a tavola per consumare la cena di mezzanotte… penso che vivano sul fuso orario di Santiago del Chile.

postato da: mvittoria alle ore 17:21 | link | commenti
categorie: storie
giovedì, 04 maggio 2006

Per chi ancora non conoscesse quest'artista svedese - si proprio svedese!:

HINTS - José Gonzalez tratto dall'album "Veneer"

... now we need hints
before we loose pace
now we need a hint to know we're on the right track...

http://www.jose-gonzalez.com/
postato da: mvittoria alle ore 00:18 | link | commenti
categorie: musica
mercoledì, 03 maggio 2006

STORIE DELL'ALTRO MONDO - 2
C'ERA UNA VOLTA UNA CASA

I padroni di casa sono una coppia non sposata: fotografo lui, ex modella lei. La casa è del periodo georgiano, l’hanno ristrutturata e arredata senza badare a spese; ogni dettaglio dalla scelta dei materiali all’accostamento dei colori, dalle finiture alla mobilia è soppesato, abbinato e ragionato con scrupolo maniacale. È una casa che potrei immaginare recensita su Abitare o Interni. Molto maschile e sobria pur nella sua eccentricità, spoglia di suppellettili, l’ordine è irreale, quasi fosse disabitata. Superbo ed enigmatico il gatto soriano mi fissa dalla sua cuccia in vimini.

postato da: mvittoria alle ore 22:41 | link | commenti
categorie: storie