
- alluce o I° dito
- illice
- trillice
- pondolo
- minolo o mellino
Dietro ogni piccolo uomo si nasconde sempre una grande donna.
Il panorama è alquanto sconcertante, forse lo è tanto piú perché riguarda anche mie amiche e conoscenti.
Ciò che vedo sono donne splendide, intelligenti, sensate, generose che si legano e rincorrono uomini incapaci di amare, immaturi e fondamentalmente paurosi. Uomini che non vogliono confrontarsi con una donna, una relazione a due, il pensiero di una famiglia e figli fa poi parte di un universo lontano e alieno. Uomini biologicamente piú vicini alla quarantina che alla trentina, ma che vivono una dimensione affettiva primordiale, minuscola, priva di immaginazione. Se di questi uomini l’unica cosa che mi rimane è la speranza che siano solo dei casi sfortunati, disillusi dalla vita e incapaci di creare vita, ció che piú mi preme capire è perchè queste donne si condannino a questo calvario di delusioni, inappagamenti, negazioni. Io non credo che amare sia una giustificazione sufficiente per non voler vedere l’impasse a cui questi rapporti le hanno portate e per non ammettere la sconfitta. Quello che piú mi colpisce è la loro ostinazione nel voler trovare dell’acqua in un arido deserto, nel voler raddrizzare le gambe ad uno zoppo come fosse l’unica chance di felicitá concessa, una strada a senso unico. La pazienza e la perseveranza ripagano solo se accompagnate da una buona dose di luciditá e di capacitá critica, altrimenti è solo lotta contro i mulini a vento. Penso a quelle comunitá, micro societá nella Societá, in cui ancora oggi si combinano matrimoni, (ne parlavo proprio con una ragazza che sta scrivendo un pezzo intervistando donne che sono oggetto di scambio ancora oggi, qui nell’evoluta Gran Bretagna) e mi chiedo che differenza in fondo c’é nel vendersi o nell'essere venduti. Nel momento in cui non si è in grado di essere liberi di slegarsi da vincoli mentali, paure e fatalismi, non è poi così diverso da quelle donne che non sono libere di scegliere il proprio compagno per vincoli sociali, leggi e consuetudini ancestrali. Anni di battaglie per l’emancipazione vanificati dalla semplice paura della solitudine, perchè il poco è meglio del niente, quando in realtá di opportunitá la vita ne offre moltissime, basta solo avere coraggio di uscire dal proprio guscio ed andarle a cercare. Quello che auguro a ognuna di loro è di ritrovare la fiducia e l’autostima in se stesse, la voglia di guardare oltre ciò che sembra inevitabile, che hanno diritto a tutto ció a cui stanno rinunciando come donne, come compagne, come madri; che non chiedono troppo, solo lo stanno chiededendo a chi non sa o non puó darglielo.
Lei e il lavoro - 6
Lui e la marijuana - 5
EMBERS – JEREMY IRONS
The Duke of Wellington Theatre – Londra
Una storia di amore, amicizia e tradimento: Embers è tratto dall’omonimo romanzo di Sador Marai, autore ungherese, e adattato in chiave teatrale da Christopher Hampton.
LOTTA AL TERRORISMO O STATO DI POLIZIA?
Il caso del raid in Est Londra: clamoroso flopp della Polizia e MI5.
In Italia sono sicura questa notizia non sia arrivata, ma io credo sia importante essere a conoscenza di come la lotta al Terrorismo stia mettendo radicalmente in discussione i paramentri di sicurezza e di libertá dei cittadini britannici. E questo potrebbe riguardaci un giorno tutti.
I due fratelli parlano dopo il rilascio: http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/5075352.stm
Il dilemma sulla sicurezza: http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/5072960.stm
Il punto di vista di Liberty sul Terrorism Act: http://www.liberty-human-rights.org.uk/issues/terrorism.shtm
Ce n’é per tutti i gusti: dai pattinatori della domenica (come io li chiamo) della Sunday Stroll fino agli scatenatissimi della Friday Night Skate, passando per il Wednesday Night Skate, insomma tre appuntamenti la settimana tra cui poter scegliere in base a capacitá e disponibilitá di tempo. Dopo un paio d’anni che non mettevo i pattini e due tentativi nulli, causa pioggia, finalmente domenica scorsa sono riuscita ad unirmi alla Sunday Stroll giusto per mettere alla prova le mie vecchie articolazioni. Il mio obiettivo é quello di pattinare con il gruppo degli scatenati il venerdí sera e solcare le vie di Londra a velocitá supersonica… mi pare ovvio.
Questi appuntamenti sono gratuiti e organizzati a scadenza settimanale, la scorsa domenica hanno partecipato circa un centinaio di persone. Il punto di incontro della Sunday Stroll é ad Hyde Park Corner alle 2 di pomeriggio, ma il percorso cambia ogni settimana e circa una decina di marshall vegliano sull’incolumitá dei partecipanti, regolando il traffico al loro passaggio e assicurandosi che le regole fondamentali di comportamento siano rispettate (stay on the left!, don’t skate on the pavement! ecc..). All’inizio e alla fine della serpentina umana un paio di volontari portano in spalla due grosse casse stereo e a tutto volume si parte (divertentissimo, ma troppo trash!). La pattinata si divide in due tempi con una sosta di riposo a metá percorso ed eventuale possibilitá di abbandonare il gruppo per chi fosse in difficoltá. Vengono prese foto e realizzati dei video che poi vengono resi accessibili sul sito degli organizzatori.
Per saperne di piú: http://www.lfns.co.uk/

Carmen Consoli in concerto dà tutta se stessa senza riserve. La sua performace è stata impeccabile, i suoi fedeli musicisti bravissimi nel farla brillare.
Sono arrivata al Camden Center in bicicletta, nella prima giornata estiva dell’anno, piena di gioia e trepidazione perchè non è frequente poter vedere artisti italiani suonare a Londra. Era pure il mio compleanno e l’ho considerato un regalo a tutti gli effetti poterla vedere in concerto quel giorno. La cosa che più mi ha fatto sorridere entrando nel Candem Center era trovare le persone sedute sul pavimento prima del concerto: sembrava di essere in Italia, ed infatti, probabilmente l’80 per cento del pubblico era italiano. Mi sono sentita per un momento a casa.
Carmen ha suonato per quasi due ore con intensità e calore, dando voce alle canzioni dell’ultimo album “Eva contro Eva” e riproponendo quelle del suo repertorio classico riarrangiate in chiave acustica (splendido l’assolo di banjo (?) di Santi Pulvirenti). Una Carmen folk e rock, gitana e mediterranea. Unico neo il caldo soffocante in sala, ma tutti abbiamo cantato le canzoni sprezzanti dei rigoletti di sudore che correvano lungo la schiena.
SICILIA, SICILIA
É da anni che la Sicilia mi chiama, mi bisbiglia all’orecchio parole seducenti, mi ammalia con i suoi scrittori, la sua musica, i suoi film, i suoi dolci. L’interesse per questa terra é inizialmente nato dal palato: puntualmente ogni Natale arrivava dalla Sicilia un pacco dono inviato da un collaboratore di mio padre come augurio per le feste e gesto di gratitudine. Ricordo che lo attendevo con trepidazione, pronta ad assaporare i lussuriosi prodotti dolciari regionali che conteneva. É facile immaginare lo scintillio dei miei occhi alla vista di cannoli siciliani, di cassate, torroncini morbidi, dolci di marzapane contenuti in coloratissime scatole di legno decorate con immagini del carretto siciliano. Un tripudio di carie e un’istigazione al diabete. Questo idillio culinario é durato per anni e il giorno in cui terminò fu un giorno di lutto. Quel signore siciliano mi aveva viziata per anni e ancora oggi lo rimpiango.
Poi ci fu il commissario Corrado Cattani de La Piova che mi inchiodó davanti la TV per anni, l’amore per il verismo del Verga e per il teatro Pirandelliano, fino al Commissario Montalbano di Camilleri, ai Cento Passi di Marco Tullio Giordana. La musica di Carmen Consoli ha alimentato la mia fascinazione per questa terra di sapori decisi, di contrasti netti, di suoni e silenzi. La Sicilia mi chiama e oggi finalmente rispondo.