L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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venerdì, 29 settembre 2006

COME UN SERPENTE CAMBIA LA PELLE

Nell’estate del 1992 ho abbandonato la house music.

È come quando fai indigestione di qualcosa, poi non puoi più nemmeno sentirne l’odore che ti sale la nausea in gola.

Ero ospite di una amica la cui madre aveva affittato un appartamento a Jesolo lungo via Baffile. Ogni sera eravamo in una discoteca diversa e spesso in più di una a serata.

Si sa, le ragazze entrano gratis di default in discoteca. Se poi frequenti il giro della piazza e hai qualche amico PR il gioco è fatto.

L’ultima cosa che ricordo prima di perdere i sensi è una girandola dal Papaya, alla Villa, dal Matilda al Musikó. Al risveglio era come se avessi avuto il lavaggio del cervello, privata della memoria di chi ero.

Avevo cambiato sonoritá come un serpente cambia la pelle.
Ma non sapevo in cosa mi fossi trasformata.

La risposta mi giunse dal deserto quando una voce intonó:

And you stare at me in your Jesus Christ pose
Arms held out like you've been carrying a load
And you swear to me you don't want to be my slave
But you're staring at me like I need to be saved


Era Jesus Christ pose dei Soundgarden. Su Video Music.

Capii che il mio destino sarebbe stato il pogo, l’headbanging, il Mithos, il Reading Festival, il Beach Boom, i bootlegs, il 23 di Padova.



postato da: mvittoria alle ore 13:51 | link | commenti (14)
categorie: musica, storie, io
mercoledì, 27 settembre 2006

NOTE DI VIAGGIO - SICILIA E DINTORNI

Giorno 1.
Isole Eolie. Sono le isole dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco.
Lipari, la più grande e la più popolata, si è dimostrato il perfetto pied a terre per le nostre esigenze, abbiamo soggiornato dalla Enza in una camera autosuffieciente (con angolo cottura), centralissima.
Puntata alla spiaggia di Canneto dove ho scoperto che ció che galleggiava sull’acqua non erano alghe ma frammenti di pietra pomice. C’è infatti una vecchia cava di pietra pomice che si può vedere facendo il giro dell’isola in barca.
Mi sono cibata di: arancini e di mini calzoni.
Ristorante: Filippino, speciallità di pesce. Astice, ravioli al sugo di cernia, Malvasia con biscottini.

pomice



















Giorno 2.
Stromboli, scalata notturna al cratere. Partiamo con la barca Dolce Vita da Lipari alle 12 e ci portano a visitare cala Junco a Panarea e le fumarole che si sono recentemente aperte a largo dell’isola: il mare con le bollicine.
Arrivati a Stromboli ci equipaggiamo per la scalata: scarponi da alpinismo, elmetto, 2 t-shirt, 1 maglione di lana, 1 giacca a vento, 2l di acqua, cena al sacco. Devo indossare gli occhiali, le lenti a contatto sono proibite.
Iniziamo la salita alle 16.30 e il dislivello è di 900 metri con tratti più o meno duri. Niente di impossibile nonostante ci fosse una ragazza del mio gruppo che dopo i primi 50 metri di ascesa si dava già per morta e si sia fatta tirare fino in cima dalla guida.
Salire una montagna non è come andare a fare le vasche in piazza.
Intorno alle 21 eravamo tutti seduti sul bordo del cratere ad ammirare quello spettacolo della natura che è l’attività del vulcano, gli sbuffi di fumo, il cangiante giallo-arancio-rosso della lava, i lapilli che schioppettano attorno alle 4 bocche e poi le esplosioni alte un centinaio di metri, il suono come di una bomba, un fuoco d’artificio senza polvere da sparo. EMOZIONANTE E TERRIFICANTE.
Il rientro lo abbiamo fatto sul versante delle ceneri vulcaniche indossando una mascherina per proteggere le vie respiratorie della polvere. Qui ho capito perchè le lenti a contatto sono vietate.
Questo è il video che sono riuscita a filmare.



Alcune nozioni:
Strombolicchio è il primo cratere di Stromboli, è 47m fuori dell’acqua e 2000m sotto il livello del mare; Stromboli è 926m fuori dall’acqua e 2000m sotto. Strombolicchio non è attivo ed è datato 240mila anni, mentre Stromboli ha 100mila anni. Nel 1891 abitavano 4000 persone che vivevano di pesca e della coltivazione della Malvasia. Nel 1930 ci sono stati due eventi che hanno cambiato le sorti dell’isola: l’eruzione del vulcano e la peronospora che attacco i vitigni distruggendo l’economia dell’isola e forzando la popolazione ad emigrare altrove. Oggi vivono circa 400 persone.


Giorno 3.
Lipari, White Beach. Giornata di relax, bagni e sole.
Ristorante: Alla Nassa, Lipari. Antipasto di pesce 7 perle, pomodori all’eoliana con capperi, pesce spada alla griglia e tonno con cipolline in agrodolce.

Giorno 4.
Salina. Le previsioni non ci hanno azzeccato: è una splendida giornata. Decidiamo di fare un giro a Salina grati del fatto che le previsioni atmosferiche siano una scienza inesatta. Giunti sull’isola noleggiamo uno scooter a presa diretta: guido io. Il brivido di toccare quei 20km all’ora e il desiderio di fare del binomio “donne e motori” una realtà erano troppo forti. Finalmente arriviamo alla baia di Pollara famosa anche per la casa del film “Il Postino”.
Ho mangiato: una squisita granita alla mandorla.

Qual sono gli ingredienti di base di una granita? Acqua, zucchero e limone.

pollara

Giorno 5.
Vulcano. Partiamo alle 10 a bordo della Dolce Vita, cavallo vincente non si cambia. Il capitano si gongola dei “fuori programma” che propone, arriccia il baffo e strizza i luminosi occhi neri; il ragazzo che si occupa degli ospiti è premuroso come una chioccia. Siamo felici.
Sbarcati a Vulcano ci dirigiamo alla pozza dei fanghi. Le persone immerse nella pozza fino al collo mi ricordano degli ippopotami, altri fuori dall’acqua attendano che le applicazioni di fango si asciughino perfettamente. La puzza di uovo marcio (zolfo) è pungente e lo zolfo è corrosivo. Lo splendido costume da bagno alla “Mr Ripley” di mio moroso, un originale anni ’50, rimane irrimediabilmente macchiato. Dalla pozza di fango alle fumarole del mare il passo è breve, basta scendere pochi gradini. Non facciamo tempo a scalare il cratere del vulcano, il tempo non è molto. Ripartiamo per il giro dell’isola: la Grotta del Cavallo, la piscina di Venere, i Faraglioni. Tra tuffi e bicchierini di Malvasia il tempo passa spensierato.
Ho mangiato: un cannolo e una cassata siciliana.

vulcano

Giorno 6
Taormina. La pioggia ci accoglie, ma dura poco. Il cielo però è coperto.
Prendiamo dalla stazione il bus comunale, il prezzo del biglietto è di 50 centesimi. Chiedo al conducente se mi prende in giro. Non scherza.
La città è piena di turisti stranieri. Saliamo lungo il percorso della via crucis fino alla rocca saracena che troneggia la città dall’alto del molte Tauro.
Prendiamo confidenza con la città e ci fermiamo a chiedere informazioni ai taorminesi. I siciliani sono persone molto affabili e cordiali, dall’alto della mia ignoranza non sapevo se aspettarmi estroversione o ritrosia, ho trovato semplicemente il piacere di conversare. Spunta un raggio di sole e scendiamo a Isola Bella per scaldarci un pò.
Ristorante: La Piazzetta. Aveva ragione il signor Cesare dell’Hotel San Domenico: ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una pasta alla norma e una grigliata di pesce.

taormina

Giorno 7
Taormina. Visitiamo il Palazzo Corvaja con il suo museo etnoantropologico e mi diverto a leggere le tavolette ex-voto. Peccato fossero riproduzioni, ma pare ci siano degli originali perfettamente conservati in una località di nome Trecastagne nel catanese.
Entriamo nel teatro greco di Taormina e mi viene da piangere al pensiero di essere lì in un giorno coperto. Dopo migliaia di kilometri, non vedere il monte Etna è un’offesa che non dimenticheró mai. Stanno allestendo il palco per il concerto di Mario Venuti.
Pranziamo al sacco nei giardini della Villa Comunale intitolata al Duca di Cesarò, un giardino dalla ricca vegetazione mediterranea dove si trovano delle bizzarre torrette istoriane stile agoda cinese nella quale la vecchia proprietaria si dilettava a studiare gli uccelli.
Compro: una burriera di ceramica di Santo Stefano di Camastra e due portauova della scuola di Caltagirone.

Giorno 8
Siracusa. Soggiorniamo al mercato di Ortigia, il cuore antico della città. Il centro è molto tranquillo, i turisti sono pochi se confrontati a Taormina.
La prima impressione che ho della città è stato un senso di decadenza e di abbandono, moltissimi sono i cartelli “in vendita” affissi agli edifici, finchè non ho alzato il naso all’insù e ho visto le splendide facciate barocche, le ricchezze delle decorazioni, i colori caldi di cui si tingono le strade al tramonto. Mi sono seduta sugli scalini del Duomo, accanto alle mamme, ai papà e ai nonni mentre decine di bambini si scatenavano nella piazza chiusa al traffico.
Una piazza che si trasforma in un parco giochi, dove le illuminazioni notturne drammatizzano i decori barocchi delle facciate e le terrazze-giardino proiettano tutt’intorno ombre gigantesche. In quel momento ho pensato che avrei voluto poter comprare tutte le case e gli edifici messi in vendita.
Il bello di Ortigia è che ha mantenuto quella straordinaria stratificazione di civiltà che l’isola ha vissuto, così da incastrare letteralmente l’una nell’altra la città greca e quella bizantina, quella normanna e quella barocca in un solo labirinto di strade e di architetture.
Ristorante: Osteria da Mariano, specialità dei monti Iblei. 

ortigia

Giorno 9
Siracusa. Il parco archeologico è a 8 km da Ortigia e si raggiunge comodamente con i mezzi pubblici. Il teatro greco è scavato nella roccia del monte Temenite, la tradizione ricorda ancora le rappresentazioni delle tragedie di Eschilo, ma il teatro veniva utilizzato anche per le assemblee del popolo.
Molto suggestiva è la latomia del Paradiso, antico e vastissimo gruppo di cave di pietre dalle quali in antichità si estraevano i blocchi di calcare bianco-grigio usato per costruire mura ed edifici. Le latomie sono immerse in giardini di agrumi, immensi ficus e magnolie.
Famosissimo è l’orecchio di Dioniso, una grotta artificiale dalla forma a S e dalle eccezionali proprietà acustiche: una guida ha dato una dimostrazione della qualità del suono della grotta appoggiando la bocca ad una parete e intonando una canzone tradizionale siciliana. Il risultato è stata un’amplificazione perfetta apprezzabile da qualunque punto. La leggenda dice che il tiranno Dionisio usasse rinchiudere gli schiavi nella grotta per ascoltarne i discorsi. Una tappa veloce all’Anfitaeatro per poi dirigerci alle catacombe di S. Giovanni, seconde per vastità solo a quelle di Roma. Le gallerie recano sui muri migliaia di loculi destinati a raccogliere le salme.
Ristorante: Medusa del tunisino Kamel, specialità di pesce. Ottimo rapporto qualità prezzo con porzioni molto generose.

dionisio

Giorno 10
Palermo.
Dalla quiete surreale di Siracusa alla caotica, vibrante Palermo. Ci vuole un pó a riabituarsi al traffico, alle strade affollate di gente.
Decidiamo di partire alla scoperta della cittá dai mercati. Palermo ha quattro mercati premanenti: la Vucciria, il Capo, Ballaró e Borgo Vecchio. È come entrare in una dimensione temporale diversa, legata al passato: non ci sono insegne luminose ma enormi lampade, non esiste cellophane ma cartone, i prezzi non sono attaccati alla merce, ma indicati su pezzi di legno.
Un labirinto di straduzze strette spesso rese impraticabili dalla folla, dai motorini e delle bancherelle che invadono le vie. I venditori chiamano a grand voce i compratori in un dialetto incomprensibile o candando canzoni. Luoghi e persone carichi di colore e di vivacitá.
Passeggiando saltano agli occhi i due volti della cittá: la Palermo nobile e la Palermo stracciona. Ed è ció che piú mi ha affascinato: una cittá dai contrasti netti, dalle questioni irrisolte, dove accanto alle macerie di edifici bombardati durante la seconda Guerra Mondiale convivono gioielli del passato, dove la vita continua incurante della rovina. Di nuovo magnificenza e decadenza.
Mi hanno lasciato senza parole: la cattedrale di Palermo, soprattutto quando illuminata di notte, i mosaici della cattedrale di Monreale e della Martorana, la fontana Pretoria.
Dopo una sosta in una trattoria dei quartieri arabi abbiamo fatto la siesta nei giardini di Villa Giulia: una panchina di marmo per ciascuno e il pisolino non si è fatto attendere.
Ci siamo poi imbattuti nella preparazione alla processione della Madonna della Cintura e in un carro da parata per un’altra processione. Si sa che ogni chiesa ha il suo santo e in una cittá come questa, con centinaia di chiese, è facile perdere il conto. (N.B. la santa patrona di Palermo è Santa Rosalia e viene festeggiata il 14 luglio).

palermo

INFO UTILI - Dove ho dormito:

Isole Eolie
Affittacamere Enza Marturano
via Maurolico, 35
98055 LIPARI (ME)
http://www.affittacamerelipari.it/

Taormina
B&B Le4Fontane
Corso Umberto , 231
98039 - TAORMINA (ME)

Siracusa
Al Mercato di Ortigia
P.zza Cesare Battisti, 3
96100 Siracusa
http://utenti.lycos.it/siracusacentro/

Palermo
B&B A casa di Amici
Contatto: Claudia Vitale
Via Volturno, 6
90138 Palermo
http://www.acasadiamici.com/

B&B Sole e Luna della Solidarietá
via vincenzo riolo, 7
palermo (PA) - 90139
http://www.solelunabedandbreakfast.org/

postato da: mvittoria alle ore 19:57 | link | commenti (3)
categorie: viaggi, curiositá, io
lunedì, 25 settembre 2006

TOPSHOP E L’ISTINTO DI UCCIDERE

Topshop è una catena di high street fashion ovvero una moda che copia la moda ed è accessibile a tutti.
È il paradiso dei “shoppingHolics” e la dannazione per chi, come me, detesta andare a “fare le compere”.

La sindrome da Topshop mi colpisce già dopo i primi 15 minuti.
Si manifesta con un senso di stornità e di confusione spazio-temporale.
Il mio incedere si fa affannoso tra i centinaia di stand indistinguibili.
Urto e vengo urtata da una folla di femmine assatanate.
Mi faccio breccia tra fitti muri umani.
Perdo l’orientamento incapace di capire a che piano mi trovi e in quale direzione sia l’uscita (salvezza).

Sudo.

Passo in rassegna gli abiti e giunta al guardaroba la fila è così lunga che mi do subito per vinta.
Una volta guadagnata l’uscita sono una furia omicida.
Ciò che desidero è aggredire verbalmente e fisicamente il primo estraneo che mi passi davanti.

Domenica sono stata a Topshop.
Non era affollato.
Non ho fatto la coda per il guardaroba ed ho comprato due paia di pantaloni.
Sono uscita e ho dato delle indicazioni a dei turisti.

Fare shopping sarebbe un piacere se la gente se ne stesse a casa.

postato da: mvittoria alle ore 23:17 | link | commenti
categorie: moda, shopping, londra, curiositá, io
mercoledì, 06 settembre 2006

CONTO ALLA ROVESCIA

Oggi è il giorno della partenza per le agognate vacanze in Sicilia. Porterò con me Persepolis di Marjane Satrapi, volume unico con The Story of a childhood e The story of a return, un fumetto è pur sempre una lettura “marina” e Il marchese di Roccaverdina di Luigi Capuana in omaggio alla Sicilia, poi mi lascerò tentare da qualche libreria e farò incetta di libri da portarmi a Londra.

Ho aspettato con trepidazione questa vacanza, un vero e proprio viaggio dopo oltre due anni (perchè le trasferte in Italia non le considero viaggiare ma tornare a casa). Cercherò di far durare questo viaggio più di 10 giorni, di vivere ogni attimo come fosse infinito, di rientrare a Londra come se avessi fatto il giro del mondo.

Pare che sarà caldo. È strana l’idea di fare il primo bagno di sole a settembre, abituata a fare la spola al mare talvolta fin da maggio. Il Buzz direbbe: “sempre meglio che un calcio nelle balle” e avrebbe ragione.

postato da: mvittoria alle ore 11:27 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, libri, io
lunedì, 04 settembre 2006

Look here, Max – he said – I went through the same shit you’re going through until
I decided not to fight destiny, and my destiny was to be a criminal and spend three-fourths of my life in prison. Maybe your destiny is different. But someday, maybe tomorrow, maybe twenty years from now when you are fifty, you’re gonna realize that whatever you are and whatever you’ve done, it couldn’t have been very different.

Mainly I thought of freedom, of how tired I was of crime and punishment.

Prison conversations usually concern murder, mayhem, homosexuality, gambling, narcotics, stool pigeons, cops, and escape. The all-purpose word is “motherfucker”, serving as a noun, verb, adverb, and adjective – it’s meaning depending on context and intonation. Remove this word from the convict vocabulary and prisons will fall silent.

No beast so fierce. Edward Bunker

postato da: mvittoria alle ore 22:41 | link | commenti
categorie: libri

ADDIO STEVE IRWIN ALIAS CROCODILE HUNTER

La morte di Steve è stata una morte coerente, chiunque guardasse i documentari naturalisti di quel pazzo, su Missione Natura, rabbrividiva a ogni sua bizzarria e strizzava gli occhi per non vedere quello che sarebbe potuto succedere se le cose fossero andate male. E così è accaduto. Come Dedalo si bruciò le ali perchè voleva toccare al Sole, così Steve si è avvicinato un pò troppo ad una razza la cui spina caudale lo ha punto nel cuore e lo ha freddato nell’acqua gelida della barriera corallina australe. Steve era quel tipo di persona che avrebbe messo la testa dentro la bocca di un leone, ma questa volta il leone se lo è inghiottito in un boccone. Povero Steve, sembrava un enorme bambino pieno di entusiasmo e buon cuore.

Almeno è morto lì dove amava stare.


Questa a quanto pare la ricostruzione fedele dell'incidente:

steve_irwin_realistic_accident_reconstruction
postato da: mvittoria alle ore 20:59 | link | commenti
categorie: storie, attualità, curiositá
domenica, 03 settembre 2006

LA FEBBRE DEL SABATO SERA (Saturday Night Fever)

Di recente ho rivisto Saturday Night Fever e la prima cosa che mi è venuto spontaneo fare è stato imitare la camminata di John Travolta che apre il film. Eravamo tutti ansiosi di rivederlo dopo tanto tempo, di goderci la strepitosa colonna sonora e le indimenticabili performance di “Tony Manero” sulla pista da ballo.

La prima cosa che mi ha colpito è che io, ma non ero la sola, avevo completamente dimenticato che si tratta di un film fortemente drammatico: il film si chiude con uno stupro di gruppo ed un suicidio. L’immagine iconica di Travolta in completo bianco e camicia rossa aperta sul petto, la "mossa" sul dance floor a scacchi luminosi avevano completamente preso il sopravvento.

Poi c’è Stephanie, la “regina” del dance floor, la donna di cui Tony si invaghisce e che vuole come sua partner di ballo: io non riesco ancora a spiegarmi come possa essere stata inserita una tale muffa nel film. È un pezzo di legno quando balla, la recitazione è mediocre, neppure l’aspetto è caratterizzante, mentre tutti i personaggi sono assolutamente perfetti, veri.

L’unica spiegazione (lo so è velenosa!) che mi sono data è che l’attrice fosse stata l’amante di qualcuno: come giustificare altrimenti una tale lacuna?!

Sono pure andata a controllare la sua scheda su IMDB e dopo Saturday Night Fever risulta assente per quasi 15 anni dagli schermi; ad ulteriore supporto della mia tesi che si sia trattato di favoritismo, tutti i film in cui ha recitato prima e dopo questo sono sconosciuti, parti minori o serie per la televisione.  Sarà stata scaricata dopo  le riprese...

postato da: mvittoria alle ore 18:34 | link | commenti (1)
categorie: cinema

ECUADOR – LA SCOMPARSA DI DENIS

Oggi la notizia della scomparsa di Denis è stata resa pubblica, telegiornali e testate nazionali ne hanno parlato. Ne ero a conoscenza da quasi una settimana grazie ad un’email di Stefano. Ricordo ancora lo straniamento che mi ha procurato leggere questa assurda storia in quell’email, mi ci sono volute due email per mettere a fuoco tanto ero impreparata ad una simile notizia.

Un viaggio in Equador in cerca di conoscere i segreti dello sciamanesimo con questa guida, io nemmeno sapevo si fosse avvicinato a queste pratiche. A quanto dice il portavoce dello Sciamano, Denis e un altro ragazzo, Emiliano, avrebbero deciso di continuare il viaggio per conto proprio lasciando il gruppo. È trascorso un mese dalla sua ultima comunicazione con i genitori, non so cosa pensare, ho fatto tutte le congetture possibili, dalle più rosee alle più funeste. L’unica cosa che so è che tutto mi sfugge e che mi si stringe il cuore a pensare alla pena dei suoi genitori.

www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/02/ecuador.shtml
postato da: mvittoria alle ore 00:17 | link | commenti (1)
categorie: storie, attualità, io