Oggi propongo un video geniale sullo skateboarding...
...la cui musica è uno splendido brano scritto da
John Frusciante, chitarrista dei Red Hot Chili Peppers,
per la colonna sonora del video “Yeah Right!”
prodotto da Girl Skateaboard. Di seguito il brano per intero:
« A che ora passi? »
« Alle 21,30. »
« So a tochi, ma non voglio assolutamente perdermi questo compleanno. »
« Sfido è la prima festina che organizza in 36 anni di vita. »
Una nebbia cosí non la si vedeva dal 2003.
Densa e lattiginosa,
persistente e opprimente,
fredda e bagnata.
Accendo gli abbaglianti, ma la luce
mi rimbalza contro accecandomi.
Un senso di impotenza mi assale.
Detesto la nebbia.
« A gnoccheeee! »
« Taci e apri il portone. »
« Fai meno la figa. E poi si entra dall’altro cancello! »
Non si vede nulla e tutte le case sono identiche,
difficile orientarsi.
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Sto chiacchierando con Dina,
quando passa Enzo con un esultante « grande Repetto! »
MV: « Zuccero Filato Nero ha fatto storia »
Dina aggrotta le ciglia, incassa il collo tra le spalle rapaci,
due occhi incandescenti rimbalzano rapidi da me ad Enzo e ritorno.
La gola mi si secca. Cristo, qua si mette male, penso.
Enzo fiuta il pericolo, arretra e si prepara ad incassare.
Dina: « SCUSA AMORE, MA DI CHE PARLATE?! »
Le vene rigonfie del collo preannunciano bufera.
Enzo: « ehm… di Repetto… amore… dai che te ne ho parlato! »
Pietrificata in un silenzio tantrico ripeto mentalmente: fa-che-si-ricordi-fa-che-si-ricordi-fa-che-si-ricordi
Dina: « NO NON ME NE HAI PARLATO »
Enzo: « È una sciocchezza… una roba tra fioi**… roba vecchia… »
Dina: « TU NON MI DICI MAI NULLA »
Desidero uscire da questa spirale di follia,
lamentare una pipí impellente mi sembra un’ottima scusa.
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Nassy: « Ho trovato la tua canzone, quella che scrissi per il tuo compleanno »
MV: « TELEPATIA! Questa è telepatia! Ho pensato a quella canzone proprio l’altro giorno! »
N: « No. Non è telepatia. Siccome mi sono lasciato con mia morosa stavo riordinando i cd e l'ho trovata »
MV: « Sei un arido razionalista. »
N: « Quanti anni fa saranno stati? »
MV: « Dieci? »
N: « È il piú bel regalo che abbia mai fatto. »
MV: « Me la spedisci? »
N: « Certo è piú tua che mia. »
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La prima festina di compleanno di Paz è
un successo. Con queste premesse gli
prescrivo un cineforum al giovedí sera ed
un festino al mese.
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Ste mi punta una pistola alla tempia: « Tiramisú o profitterol? »
« Tiramisú senza dubbio. È il mio preferito. »
Gli strappo dalle mani la pistola ad aria compressa.
Sparare pallini di plastica mi dá un notevole piacere,
soprattutto se miro al fondoschiena della tipa
che mi ha fatto il conto delle calorie mentre mi
versava sul piatto una fetta di dolce.
L’idea di cantare da sola davanti ad uno schermo
con le parole in sovraimpressione mi ha
sempre fatto un po’ tristezza, ma so che
molta gente ci va matta.
C’è tuttavia una novitá interessante, di cui sono
appena venuta a conoscenza: dall’America
sono arrivate anche negli UK le Live Karaoke Band.
Il Karaoke cambia pelle e si trasforma in una rock
band che suona dal vivo un repertorio di un centinaio
di canzoni e sul palco ci sei tu, la Star.
Il palco è dotato di impianto luci, c’è tecnico del suono
per le equalizzazioni e ovviamente il tuo pubblico.
Mi pare non manchi proprio nulla per
tramutare il “grigio” karaoke in un esperienza
decisamente coinvolgente e divertente.
Pare pure che ci sia a disposizione una
crew che filma la performance e la proietta
su di uno schermo. A fine serata si puó
richiedere una copia in DVD della propria
performance.
Quando l’ho visto la prima volta ho pensato
che fosse un tamarro: troppo curato, iper griffato,
un fanatico degli status symbols con l’aria da smorfiosa.
Oggi è uno dei miei colleghi preferiti.
Non è mica che sia cambiato, sia chiaro, ma,
conoscendolo, ho scoperto che avevamo piú cose
in comune che punti di divergenza. Ció non toglie che
quando indossa la cintura di Dolce & Gabbana con
il teschio tempestato di diamante sintetici
mi strappa sempre un sorriso.
Flaubert è un dandy, amante di tutto ció che è
raffinato e piacevole nella vita.
Vive nella lussuosissima Chelsea, a sentirlo,
a casa si nutre solo di foie gras, ostriche e champagne,
ed esce solo nei locali piú chic della cittá;
poi peró, in ufficio, si nutre solo di noodle soup,
quelli in busta che si ammorbidiscono versandoci
sopra l’acqua calda e si insaporiscono sciogliendoci
dentro il contenuto liofilizzato di una bustina: una
gamma immensa di aromi per 40 pence (60 centesimi) l’uno.
È un francese orgoglioso di essere tale ed
un feroce critico degli inglesi (e degli americani),
ma non stupido da non vedere luci e ombre in entrambi.
Poi c’è Parigi che "non fa la Francia" e mi pare il
minimo per un francese di Toulouse. Non credo
sia un caso il fatto che non abbia legato molto
con l’altro francese di Parigi. Ma devo dire che
il disinteresse è reciproco.
Flaubert è piú colto della media, con due lauree all’attivo
(a quanto pare in Francia l’universitá è completamente gratuita)
e sempre informato su temi d’attualitá e di politica.
La mattina sono in grado di capire se Flaubert è in ufficio
semplicemente dando uno sguardo alla cucina: se è linda e
ordinata vuol dire che è giá arrivato, se invece sembra
un campo di battaglia abbandonato da una ventina di ragazzini
selvaggi e bavosi che hanno giocato a tirarsi dietro cibo e bevande,
allora significa che mi tocca iniziare a pulire.