TURNING THE PLACE OVER
Liverpool, Moorfield Station, dal 20 giugno.
Liverpool è stata nominata Capitale europea
della cultura 2008 e per celebrare questo evento
lo scultore Richard Wilson ha realizzato sulla facciata
di un edificio abbandonado un’installazione intitolata Turning the Place Over.
Lo scultore ha rimosso una sezione circolare della
facciata e l’ha riapplicata su di un perno girevole
consentendo così ai passanti di sbirciare all’interno dell’edificio.
L’istallazione è stata inaugurata il 20 di giugno
e potrà essere ammirata fino alla fine dell’anno.
Non so perchè ma di recente ho sviluppato
una passione sfrenata per i baffi.
Sarà che il pizzetto è superato e il rasato
è scontato, per cui riscopro nel baffo
potenzialità sottovalutate.
Un tempo associavo il baffo alle
gerarchie militari, ai telefilm degli
anni ‘70 o all’Est europeo.
Ricordo che in Yugoslavia, negli anni Ottanta,
il baffo era un tratto caratteristico del
look maschile, spesso addirittura sfoggiato
da adolescenti semi imberbi.
Un tempo non mi sarei mai voltata
per guardare qualcuno con il baffo.
Mai.
Oggi mi ritrovo ad osservare con
curiosità questi baffetti che sfrecciano
in bicicletta o che sorseggiano della
birra nei locali all’aperto di Shoredich.
Li trovo così divertenti che
mi chiedo se mi donerebbero.
Per il make-up si ringrazia "Pencil thin Mustaches",
modello "Movie Star".
Si entra in gruppi di otto, massimo dieci persone.
La stanza è completamente buia, un unico fascio di luce lo illumina,
tanto che sembra sospeso nel vuoto.
È un oggetto d’arte bellissimo che toglie il fiato.
For Love the of God è un calco in platino di un vero teschio umano
ricoperto da 8601 diamanti del peso di 1106.18 carati.
Un’opera d’arte unica, un oggetto celestiale.
È l’ultimo straodinario lavoro di Damian Hirst.
È costato tra i $16 e i $20 milioni ma ve lo portate
a casa con soli $99 milioni, se desiderate acquistarlo.
È esposto alla White Cube gallery a Mason’s Yard fino al 7 luglio 2007
e fa parte di un’ambia esposizione monografica intitolata Beyond Belief
che si divide tra il White Cube Gallery di Mason’s Yard e il White Cube
in Hoxton Square.
L’entrata in entrambe le gallerie è gratuita.
La Palmira è stata la prima e la prima
donna delle pulizie non si scorda mai.
Aiutava mia madre a tenere pulita la casa,
lavorò da noi così a lungo che alla fine si trasformò
in una persona di famiglia, una specie di bambinaia,
una zia adottiva. La Palmira è stata con noi fino al
giorno in cui, troppo vecchia, decise di andare in
pensione e prendersi cura dei suoi nipoti.
Dopo è stato il turno della Claudina.
Una ragazza dolcissima con un talento innato per il
disegno. Spesso, tra una spolverata e una lavatrice, mi
disegnava i personaggi di Walt Disney. Un giorno
giunse indossando gli occhiali da vista e stentai a
riconoscerla dietro a quei fondi di bottiglia. Scoprii
che era cieca come una talpa, poverina.
Quando ci lasciò per un posto in fabbrica fu un
triste giorno.
Tuttavia, la signora Carla si dimostò
una degna sostituta ed era pure un’ottima cuoca:
le sue patatite saltate in padella me le sogno ancora
oggi di notte.
Di quella che venne dopo ricordo solo che era molto
anziana e temevamo che un giorno o l’altro si
sarebbe rotta un femore inciampando su un tappeto.
Fu rimpiazzata da Attila, la sorella della signora Carla.
Non aveva nulla della grazia e della precisione della
Carla, Attila era un bulldozer. Ovunque passava faceva
danni, immaginate due mani abituate a lavorare la terra
che spolverano cristalli e bicchieri di vetro di murano.
Attila se ne andò il giorno in cui mia madre le comunicò
che aveva bisogno di una donna tutti i giorni.
Non era vero ma mia madre sapeva che Attila non sarebbe
mai rimasta a quelle condizioni.
Funzionò.
Trovammo poi la signora Flora, la mamma di un mio
ex compagno di scuola. La signora Flora era un mito,
alle otto di mattina arrivava con i tacchi alti,
il tubino stretto, il rossetto rosso e, così agghindata,
puliva la casa.
Impossibile dimenticare la dolcissima Anna, innocente
come un bambino, calma e sempre in ritardo. Dei gravi
problemi alla schiena le impedirono di continuare il lavoro
e tornò a lavorare nel bar di campagna nel suo paese natale.