TURNING THE PLACE OVER
Liverpool, Moorfield Station, dal 20 giugno.
Liverpool è stata nominata Capitale europea
della cultura 2008 e per celebrare questo evento
lo scultore Richard Wilson ha realizzato sulla facciata
di un edificio abbandonado un’installazione intitolata Turning the Place Over.
Lo scultore ha rimosso una sezione circolare della
facciata e l’ha riapplicata su di un perno girevole
consentendo così ai passanti di sbirciare all’interno dell’edificio.
L’istallazione è stata inaugurata il 20 di giugno
e potrà essere ammirata fino alla fine dell’anno.
Si entra in gruppi di otto, massimo dieci persone.
La stanza è completamente buia, un unico fascio di luce lo illumina,
tanto che sembra sospeso nel vuoto.
È un oggetto d’arte bellissimo che toglie il fiato.
For Love the of God è un calco in platino di un vero teschio umano
ricoperto da 8601 diamanti del peso di 1106.18 carati.
Un’opera d’arte unica, un oggetto celestiale.
È l’ultimo straodinario lavoro di Damian Hirst.
È costato tra i $16 e i $20 milioni ma ve lo portate
a casa con soli $99 milioni, se desiderate acquistarlo.
È esposto alla White Cube gallery a Mason’s Yard fino al 7 luglio 2007
e fa parte di un’ambia esposizione monografica intitolata Beyond Belief
che si divide tra il White Cube Gallery di Mason’s Yard e il White Cube
in Hoxton Square.
L’entrata in entrambe le gallerie è gratuita.
Cosa c’è di piú rigenerante di una giornata
trascorsa all’aperto in uno splendido parco?
E cosa di piú stimolante dell’interazione con l’arte?
Mettete queste due cose insieme e ottenete
lo YSP, un luogo nato dall’incontro tra arte e natura.
Lo YSP è infatti un centro internazionale d’arte
moderna e contemporanea che si trova all’interno
di un parco di 500 acri risalente al XVIII secolo.
Quest’anno lo YSP celebra i 30 anni della sua
fondazione con una straordinaria esposizione
dedicata a Andy Goldsworthy.
L’esposizione annovera nuove opere esterne
permanenti commissionate all’artista, installazioni
collocate all’interno del museo realizzate in pietra,
tronchi d’albero ed argilla, dipinti realizzati con
l’ausilio di pecore e con sangue animale.
L’artista.
Andy Goldsworthy è uno scultore e fotografo
ambientalista nato nel 1956 in Cheshire e
cresciuto nello Yorkshire. Ha vissuto a lungo
in Scozia dove ha prodotto sculture e opere
paesaggistiche realizzate sia in ambientazioni
urbane che naturali.
La sua arte esplora e gioca con i piú svariati
materiali naturali come foglie, rocce, legno,
sabbia, argilla, ghiaccio e neve.
Spesso le stagioni e il tempo metereologico
stabiliscono la natura dei suoi progetti.
È considerato uno dei fondatori del moderno
Rock Balancing, l’arte di mettere le pietri in equilibrio:
nel comporre le sue opere effimere, l’artista
utilizza solo le mani, denti e strumenti trovati
in prossimitá; per i lavori permanenti, invece,
utilizza macchine utensili.
Goldsworthy utilizza invece la fotografia come forma
di documentazione artistica per supplire alla
mortalitá della natura e dei sui stessi lavori.
Le sue sono opera esteticamente splendide,
technicamente ingegnose, emozionanti, poetiche
e comunicativamente potenti per il forte messaggio
di rispetto ed amore per l’ambiente che portano.
Curiositá: nel 1995 Andy Goldsworthy ha realizzato
un’opera in sabbia chiamata Time Machine per
il Museo Egizio di Torino.
Ieri siamo arrivati ad un’impasse. La discussione
è nata perchè, personalmente, considero
presuntuoso chi si qualifica come artista.
Il tutto ha avuto origine dal fatto che
conosco una persona che stampa i propri biglietti
da visita con il titolo “Artista” e ció di cui si occupa nella vita
è insegnare part-time corsi di ceramica.
Contrariamente esistono artisti di talento
riconosciuti come tali da pubblico e critica che non
si propongono come Intellettuali o
Artisti, ma ne hanno tutte le caratteristiche.
Io ed il mio interlocutore ci siamo trovati su
due posizioni antitetiche su ció che riteniamo
sia un Artista:
per il mio interlocutore artista è chi fa
arte, chi si esprime attraverso un medium,
chi pratica le arti superiori quali disegno,
pittura, scultura, danza, fotografia, ecc,
chi usa immaginazione, talento e abilitá
per creare opere di valore estetico. Un artista
per essere tale non deve essere necessariamente
presente nelle gallerie d’arte, nè essere riconosciuto
dalla critica. Per lui era perció perfettamente
plausibile che quella persona si definisse un artista;
diversamente io ritengo che l’artista sia
colui in grado di dire qualcosa di nuovo,
qualcosa di significativo attraverso l’arte,
che stia al pubblico e alla critica stabilire
chi sia o non sia un artista in base al
valore di ció che crea, che non basti “dipingere”
per essere artisti, come non basta saper scrivere
per essere scrittori e che praticare una delle
Belle Arti come hobby o pratica artigianale
non sia sufficiente a fare di una persona un artista.
A questo punto io vi rigiro lo stesso quesito: Cos’è un artista?
Cosa fa di una persona un artista?
Quando si puó parlare di artista?
È il successo di pubblico o di critica
un metro di valutazione per l’arte?
Ieri sera ho rivisto Memento di Christopher Nolan.
Questo film parla di memoria e di oblio, del tempo
che passa. Attraverso i tatuaggi ed altri espedienti
Leonard riempie il vuoto lasciato dalla sua memoria compromessa.
Ogni tatuaggio è un fatto, un indizio, una leva
del suo agire, una cartina su cui orientarsi.
Attraverso i tatuaggi Leonard dá un senso alla
sua esistenza.
Questa è la mia scena preferita.
Il tatuaggio è un qualcosa di immutabile su
di un supporto mutabile: rendere eterno un attimo.
È una sfida alla mortalitá, allo scorrere del tempo.
Non porto tatuaggi.
Per principio.
Panta rei.
Questa è una piccola galleria
di tatuaggi che trovo splendidi.
Enjoy.
Il giardino interno del Victoria and Albert Museum ospita in questi giorni Volume, un’installazione luminosa interattiva, una scultura di luce e suono che consta di una serie di torri luminose poste su una pedana.
La particolarità e la spettacolarità di queste colonne di luce sta nel fatto che reagiscono al movimento creando una serie infinita di combinazioni di luce e suono.
Consiglio di visitarla dopo il tramonto per godere al meglio degli splendidi giochi di luce che si generano muovendosi tra le torri luminose e per farsi avvolgere dalla magia dei suoni.
Volume è un progetto nato dalla collaborazione tra il collettivo UVA (United Visual Artists) e One Point Six, la società di produzione musicale di Robert Del Naja dei Massive Attack e Neil Davidge.
Volume è presentato da V&A insieme a Playstation.
Entrata libera Dove: Victoria & Albert Museum
Cromwell Road
London Quando: dal 24 Novembre 06 al 28 Gennaio 07
Molte sono le ragioni per cui ho scelto questo video.
Ma ce n'è una in particolare: Lee.
Era divertimento puro, risate da togliere il fiato.
Era Rock Friday Motherfuckers! (e la musica di Liam non mi piace!)
Era skulls & tattoos, frammenti di materiale stellare e fratture,
graffiti art e street culture.
Era il mio preferito.
Ora ha preso la sua strada e sta andando alla grande.
Date un'occhiata al suo sito: www.eelus.com