L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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lunedì, 26 gennaio 2009

SLOW DOWN MATE.
 
Le vedi appoggiate lungo le strade di Londra o in prossimità
degli incroci, dipinte di vernice bianca.
Nessuno osa vandalizzarle o rubarle neppure laddove il crimine
organizzato del mercato nero delle biciclette è più radicato.
Mi hanno perfino rubato una sella di plastica del valore
di forse dieci sterline. Mi sono chiesta a quanto possano
rivenderla e per comprarsi cosa poi? Un lecca-lecca?
Ma le biciclette bianche no, quelle nessuno le tocca.
Forse c’è ancora speranza per il genere umano.
O forse è solo timore di inimicarsi la sorte.
Alcune portano un messaggio, un cartello, altre fiori in ricordo
dei cliclisti che hanno perso la vita sulla strada.
Le biciclette bianche vogliono essere di monito a quegli automobilisti
che ancora si sentono padroni della carreggiata,
che tagliano le curve senza controllare gli specchietti,
che passano a filo dei ciclisti incuranti delle distanze di sicurezza
o degli spostamenti d’aria.
Sono fantasmi che lievitano a filo d’asfalto e che, piangendo lacrime di sangue,
sferrano un colpo sulla bocca dello stomaco a chiunque posi gli occhi su di loro.
 
Per saperne di più sul movimento delle ghost bikes nato a San Francisco clicca qui.
GhostBike_preview
postato da: mvittoria alle ore 23:18 | link | commenti (3)
categorie: sport, storie, londra, attualità, curiositá
domenica, 10 giugno 2007

FOR THE LOVE OF GOD

Si entra in gruppi di otto, massimo dieci persone.
La stanza è completamente buia, un unico fascio di luce lo illumina,
tanto che sembra sospeso nel vuoto.
È un oggetto d’arte bellissimo che toglie il fiato.

For Love the of God è un calco in platino di un vero teschio umano
ricoperto da 8601 diamanti del peso di 1106.18 carati.
Un’opera d’arte unica, un oggetto celestiale.
È l’ultimo straodinario lavoro di Damian Hirst.

È  costato tra i $16 e i $20 milioni ma ve lo portate
a casa con soli $99 milioni, se desiderate acquistarlo.

È esposto alla White Cube gallery a Mason’s Yard fino al 7 luglio 2007
e fa parte di un’ambia esposizione monografica intitolata Beyond Belief
che si divide tra il White Cube Gallery di Mason’s Yard e il White Cube
in Hoxton Square.
L’entrata in entrambe le gallerie è gratuita.


for-the-love-of-god
postato da: mvittoria alle ore 22:11 | link | commenti (11)
categorie: arte, londra, attualità, curiositá
venerdì, 20 aprile 2007

SHUFFLE – NUOVA CAMPAGNA PUBBLICITARIA PEPSI

Youtube URL: http://www.youtube.com/watch?v=c2VrAJpuE4o

Per i credit dello spot clicca qui
postato da: mvittoria alle ore 13:19 | link | commenti (4)
categorie: sport, comunicazione, attualità
mercoledì, 18 aprile 2007

DE’ LONGHI (GOD BLESS THE NET)

Lo stabilimento della De’ Longhi a Silea (Treviso)
sta bruciando. È stato evacuato senza nessuna
perdita in termini umani.

Una enorme nube di fumo nero si è alzata in cielo
e la protezione civile invita la gente a rimanere in casa.

Mio fratello da casa fotografa la nube di fumo
con la digitale e uploada le foto nel PC.
Mia mamma mi chiama su messenger,
mi comunica la notizia e mi invia un paio di
scatti.

Poco dopo un’amica dal suo ufficio in centro a Treviso
mi chiama su Skype per darmi la stessa notizia, ma
io so giá tutto. Da Shoreditch sono io a mostrarle le immagini
dello stabilimento che brucia a Treviso.

Lei ride.

Dice che le faccio paura, tanto sono informata.

God bless the Net.


Delonghi2

Delonghi
postato da: mvittoria alle ore 16:34 | link | commenti (11)
categorie: attualità
martedì, 03 aprile 2007

ARRIVEDERCI DENIS

Denis Tronchin

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the cross fire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter, come on you stranger,
you legend, you martyr, and shine!

You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Treatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,
you piper, you prisoner, and shine!

Nobody knows where you are, how near or how far.
Shine on you crazy diamond.
Pile on many more layers and I'll be joining you there.
Shine on you crazy diamond.
And we'll bask in the shadow of yesterday's triumph,
and sail on the steel breeze.
Come on you boy child, you winner and loser,
come on you miner for truth and delusion, and shine!


Per conoscere la storia di Denis, cliccare qui
postato da: mvittoria alle ore 17:20 | link | commenti (4)
categorie: storie, attualità
martedì, 27 febbraio 2007

ISRAELIANI E PALESTINESI UNITI IN PROTESTA CONTRO IL MURO

Come ogni settimana, da due anni a questa parte, diverse centinaia di persone hanno innalzato le bandiere e marciato in protesta lungo la via principale del villaggio di Bil’in, nella West Bank, fino a raggiungere il muro.

israeliDavanti ad un gruppo di soldati israeliani hanno ribadito la loro contrarietà alla costruzione della barriera di 437 miglia che si dispiega lungo la West Bank e che ha sottratto metà dei territori appartenenti al villaggio di Bil’in. Oltre la barriera inizia il più vasto insediamento israeliano nei territori occupati, Modi’in Illit.

L’unicità di questa protesta sta nel fatto che i dimostranti sono un raro mix di Palestinesi e Israeliani che porta avanti una forma di protesta e resistenza non violenta. Le proteste a scadenza settimanale di Bil’in, giunte al secondo anniversario di attività venerdì scorso, sono uno degli esempi più alti di attivismo congiunto tra due popoli, spesso amaramente divisi.

Uri Avnery, 83, un ex parlamentare israeliano e uno dei più famosi attivisti della sinistra israeliana dice: “questo villaggio è unico perfino in Palestina perchè è l’unico villaggio che ha il fegato di lottare, settimana dopo settimana, contro la costruzione del muro”
E continua: “L’opinione pubblica israeliana non è a conoscenza di quanto accade qui, non sa nulla. Noi vogliamo far capire che questo muro non ha nulla a che fare con la sicurezza: è un muro che sottrae terra ai villaggi per darla agli occupanti dall’altra parte.”

Mustafa Barghouti, un parlamentare moderato Palestinese dice: “Bil’in ha dato il migliore esempio di lotta non violenta contro le misure prese da Israele, il messaggio è che non accetteremo mai il muro dell’apartheid”

Le parole di Barghouti trovano eco in un rapporto speciale delle Nazioni Unite, uscito la scorsa settimana, sul rispetto dei diritti umani nei territori Palestinesi che contiene una delle più aspre critiche alle scelte politiche di Israele nei territori occupati giungendo a paragonarle a quelle dell’apartheid in Sud Africa.

Comunque la triste realtà è che l’azione congiunta di Bil’in non è riuscita nè a deviare la traiettoria del muro nè a sensibilizzare l’opinione pubblica israeliana.

Ofer Shorr, 39, traduttore di Haifa, regge un cartello “il muro deve cadere”: “stiamo chiudendoli in un ghetto e, in un certo senso, questo sta circondando pure Israele”. 

Non appena una nuvola di gas lacrimogeno viene lanciata contro la folla, un gruppo di ragazzi palestinesi risponde con una sassaiola.

Gad Miron, israeliano, con la moglie Sara, insegnante di matematica dice: “Fa male sapere che stiamo ancora occupando i loro territori, ma non abbiamo una rappresentanza che possa cambiare lo stato delle cose. C’è una profonda paura che è iniziata con l’Olocausto e che ora muove le scelte del governo. Non siamo in grado di liberarci di questa paura, ma, con le nostre azione, ci stiamo mettendo in pericolo”.

Fonte: the Guardian


Lascio l'ultima parola ad uno dei graffiti realizzati da Bansky sul muro presso il villaggio palestinese di Kalandia.

west bank (kalandia)
postato da: mvittoria alle ore 00:05 | link | commenti (13)
categorie: storie, attualità
lunedì, 12 febbraio 2007

MARCIAPIEDI

ATTENZIONE: LA LETTURA O LA VISIONE DI QUESTO POST
È SCONSIGLIATA A PERSONE IMPRESSIONABILI


Si puó capire molto di un luogo
osservandone i marciapiedi.

Avrei dovuto fare un tesi sui marciapiedi,
sui rifiuti nelle strade, sulle tracce che
la gente lascia al suo passaggio,
sulla percezione che una comunitá
ha della Cosa Pubblica e di se stessa.

Ho iniziato ad interessarmi a
questo campo di indagine quando
frequentavo l’Universitá a Trieste.
A quel tempo mi limitavo a raccogliere
dati empirici da cui, successivamente,
attraverso un approccio induttivo, ho
preso coscienza dell’esistenza di pattern
comportamentali che potevano
essere astratti in massime universali.

Driin Driin


Scusate il telefono. Dicevo? …
Ah sí!, che raccoglievo dati empirici!
… Piú che altro li pestavo.

poo

Trieste è una cittá piagata dagli escrementi
di animali domestici e randagi.
In quattro anni di Universitá ho pestato
un numero consistente di dati empirici,
ho imparato a ripulire i dati delle informazioni
superflue e, quando proprio non ne potevo piú,
ho gettato nel bidone dell’immondizia
gli strumenti del mestiere.
Ricordo che una mattina ne ho pestata una
in via Ciamician, appena fuori casa, e,
presa dallo sconforto, ho buttato le scarpe
nel cassonetto e sono tornata indietro scalza.

La ricerca è sacrificio, ma a tutto c’è un limite.

Piú tardi ho spostato il mio studio a Padova, zona Arcella.
In quel periodo mi ha affiancato nella ricerca
il buon vecchio Ste, collega di scrivania e,
all’epoca, CT dello Sporting Milingo.
Puntuali, ogni venerdí a pausa pranzo, ci recavamo
“dalla vecchia” che gestiva la pasticceria vicino all’agenzia
per decidere la formazione della squadra
del torneo di Fantacalcio.
Lo Sporting Milingo faceva pena, in perenne
lotta tra l’ultimo e il penultimo posto.
Lo avevo avvertito che di calcio non me ne intendevo.
La coscienza ce l’avevo tranquilla, io.
Tra l’agenzia e la pasticceria della vecchia
un giorno abbiamo contato 12 profilattici.
Quel record non lo abbiamo mai piú superato.

condom

La mia indagine prosegue anche qui a Londra:
una ricerca che scavalca i confini dell’Italia,
una ricerca dal respiro internazionale.
I marciapiedi di Londra parlano del popolo
inglese dal didentro, ti conducono in un viaggio
alla scoperta delle viscere di questa cittá,
vanno dritti allo stomaco della gente.

sick

Magia del binge drinking.
La piastrata sul marciapiede è la traccia piú emblematica
della presenza di una vivace night life nella zona:
vomito = divertimento garantito
Da tenere a mente.

Recentemente ho scoperto
l’esistenza di dati “dinamici”.
Sono dati che seguono una traiettoria
parabolica descrivibile attraverso
un’equazione cartesiana.

chicken bones

Tuttavia, quando ti piove addosso
un osso di pollo fritto mentre cammini per strada,
poco ti importa della fenomenologia del dato.

L’unica cosa che desideri è afferrare
quel tipo con il sacchetto del Kentucky Fried Chicken
che ti cammina di fronte, intimargli che
il lancio all’indietro dell’osso di pollo ciucciato
lo faccia a casa sua e quindi ficcargli
quell’osso in gola, ma di traverso.

Questo è uno dei reperti piú recenti (ed il mio preferito).

toilet

Si riconferma lo stretto legame tra
il marciapiede e le viscere della popolazione
londinese.
Trovato nel dinamico centro di Shoredich,
a due passi dal mio ufficio.

Folks! Siete invitati a contribuire a questo studio
internazionale inviando le vostre testimonianze
scritte, fotografate o filmate. Ogni contributo
consentirá di approfondire e ampliare il campo
di indagine a luoghi e culture a noi vicine e lontane.
I dati raccolti verranno pubblicati in questo blog.
È un progetto ideato e prodotto da L’Equilibrista.
All rights reserved ;))
postato da: mvittoria alle ore 13:59 | link | commenti (16)
categorie: attualità, io
lunedì, 05 febbraio 2007

APPELLO PER IL NUOVO CALCIO

Oggi lascio la parola a PF1 con un post sul calcio ed
un invito a firmare una petizione per un calcio nuovo.


Penso che il calcio (che fatico ormai a chiamare "sport", dato che di sportivo ha sempre meno) sia solo una farsa e che sia "morto"....ho smesso di seguire il calcio dopo aver visto Fiorentina-Atalanta al Franchi una decina di anni fa...era la prima volta che mettevo piede in uno stadio e fu anche l'ultima. All'entrata la polizia mi sequestrò, per motivi di "sicurezza" una cintura con fibbia minuscola, dicendo di venire a ritirarla alla fine della partita. Feci tutto il primo tempo tenendomi i pantaloni e all'intervallo provai ad andare a riprendermi ciò che era mio. Peccato che lo scatolone dove venivano messe tutte le cose sequetrate non veniva portato via e messo al sicuro, ma lasciato lì, in bella mostra, incustodito...morale della favola, la mia cintura (e quelle di molti altri) fu rubata e mai più rivista. Il fatto che mi fece capire l'assurdità della cosa fu che dalla curva avversaria partivano dei razzi incandescenti che piovevano sulle gradinate. Le cinture non si portano dentro perchè sono pericolose ma i razzi sono permessi?? Questa è una delle tante cose illogiche che circonda il mondo del calcio.

Nel corso degli anni ho poi visto punire, per gli stessi reati, delle squadre con la retrocessione, altre no. Alcune squadre salvate da crack finanziari con leggine fatte apposta, oppure spalmando i debiti delle tasse (cosa che noi comuni mortali non possiamo fare) in vari anni. Giocatori dopati salvati (vedi il pluripremiato Fabio "lo fanno tutti" Cannavaro) e giocatori ugualmente dopati condannati (a seconda della società di appartenenza). Squadre che rischiavano la retrocessione i cui tifosi bloccavano il traffico, minacciavano guerriglia (o la facevano), fermavano traghetti in partenza e altre simili illegalità. E tutti a guardare (politici e istituzioni) e spesso a legiferare proprio a favore di chi stava compiendo illeciti e atteggiamenti illegali. Ce ne sono mille di esempi che mi hanno fatto venire il disgusto del calcio...non ultimo il fatto che ogni domenica i famigerati "pochi" rubano e distruggono gli autogrill, spaccano macchine e cassonetti e altro, impegnando costantemente migliaia di agenti di polizia che oltretutto gravano sulle nostre tasche, dato che i celerini vengono pagati coi soldi delle nostre tasche!
Per me il campionato può finire subito...non ne sentirò certo la mancanza (al limite la mia preoccupazione è non sapere cosa faranno questi "amici hooligani" al posto di andare allo stadio. Ma credo che si debba iniziare ad applicare le leggi, non necessariamente a farne di nuove: quando ci fu il G8 a Genova la polizia e i carabinieri attaccarono con inaudita ferocia chiunque si trovò sul loro cammino: boy scout, vecchi, ragazzi e ragazze, mamme e gente in carrozzina...perchè non si fa lo stesso quando si tratta di "tifosi" di calcio? Perchè quando alcuni vengono presi li si "condanna" solo a stare lontani dagli stadi? E' come se io fossi un ladro e mi si condannasse a stare lontano dalle banche...o se fossi un pedofilo e mi si dicesse di stare lontano dai bambini. Ci vuole un pò di serietà e di buon senso...nonchè l'applicazione delle leggi e prevedere alcune norme che rendano responsabili anche gli addetti ai lavori (società di calcio, dirigenti, giocatori, giornalisti, etc....
Segnalo quindi a tutti la possibilità di firmare una petizione per rinnovare veramente il mondo del calcio senza pacchetti di legge "assurdi", ma con un minimo di serietà:

http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/calcio/index.html
postato da: mvittoria alle ore 15:13 | link | commenti (24)
categorie: sport, attualità
mercoledì, 31 gennaio 2007

RIBELLIAMOCI

Non ce l'ho proprio fatta. Ho dovuto scrivere
alla redazione di La Repubblica  riguardo alla
scelta di pubblicare in prima pagina la lettera
di Veronica Berlusconi. Inutile che mi dilunghi
a spiegarne la natura e i fini, lo sapete gia'.

Se come me ed altri bloggers siete perplessi
o preoccupati per la scelta di un organo di
stampa nazionale di ridursi a fare del giornalismo
scandalistico, vi invito a scrivere a:

larepubblica@repubblica.it

Richiamandoli alla responsabilita' di un'informazione
e di un giornalismo serio, impegnato, scomodo.
Le paturnie di una moglie afflitta lasciamole ai
gossip magazine.

Tutti gli indirizzi email li trovate qui

la_repubblica_logo
postato da: mvittoria alle ore 14:07 | link | commenti (26)
categorie: storie, attualità, io

QUANDO LEGGO...

nelle pagine di POLITICA che...

I vescovi ribadiscono il no a qualunque
riconoscimento giuridico alle coppie di fatto


PACS, la Cei boccia l’apperllo di Napolitano

CITTÀ DEL VATICANO - Una legge sulle coppie di fatto?
«È superflua». Lo ha detto il segretario della Cei
mons. Giuseppe Betori. La Chiesa, ha ribadito Betori,
non è disponibile a un compromesso o a una mediazione
al ribasso sul disegno di legge relativo alle coppie di fatto…


... non posso fare a meno di chiedermi come
sarebbe l’Italia, oggi, se il papato fosse
rimasto ad Avignone.

Papa Gregorio XI
Papa Gregorio XI
postato da: mvittoria alle ore 12:19 | link | commenti (6)
categorie: attualitÃ