L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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giovedì, 18 gennaio 2007

POLLO CON SEMI DI SENAPE E LATTE DI COCCO

Ingredienti:

3 cucchiai di olio d’oliva
2 petti di pollo tagliati a pezzettoni
semi di cumino – un cucchiaino
semi di coriandolo – 2 cucchiaini
semi neri di senape – 2 cucchiaini
peperoncini piccoli piccanti – 3
zenzero – un pezzo grande come una noce
cipolle – 3
spicchi d’aglio – 2
curcuma longa (o zafferano delle indie) in polvere – 1 cucchiaino
pomodori – 500g, a pezzi
foglie di curry – una manciata
latte di cocco – una lattina da 400g
riso bollito – q.b. a persona da accompagnare (ideale riso basmati)

Scaldare l’olio in una pendola a fondo largo e far rosolare il pollo leggermente su tutti i lati, quindi toglierlo dalla pentola e porlo su di un piatto.
Con pestello e mortaio pestare cumino, coriandolo e semi di senape, senza ridurli in polvere, ma solo per romperne i semi e liberarne il calore. Scaldare a fuoco lento la pentola in cui si aveva rosolato il pollo e aggiungere le spezie. Privare i peperoncini piccanti dei semi e tagliarli a pezzi, quindi aggiungerli nella padella. Pelare lo zenzero e tagliarlo in fettine piccole, pelare e tagliare a dadini le cipolle. Aggiungere il tutto alle spezie e mescolare assicurandosi che non si attacchi. Pelare e tagliare a pezzettini l’aglio e aggiungerlo con la curcuma, i pomodori a pezzi, le foglie di curry. Salare q.b. Far bollire a fuoco basso per 5 minuti. Aggiungere il latte di cocco e mescolare, quindi riversare il pollo nella padella. Coprire parzialmente con un coperchio e far cuocere a fuoco basso finchè il pollo è cotto.
Servire con riso bollito.


Ricetta testata ed approvata ;)
postato da: mvittoria alle ore 23:21 | link | commenti (8)
categorie: cibo
giovedì, 07 dicembre 2006

QUALCUNO DESIDERA ORDINARE UN CAFFÈ?

A: un caffè liscio, grazie
B: caffè doppio
C: Americano!
D: Americano con latte freddo
E: espresso, grazie
F: macchiato caldo
G: macchiato freddo per me!
H: orzo in tazza grande
I: cappuccino

Tutti: CAPPUCCINO???
I: Embè?!

J: orzo macchiato
K: caffè lungo
L: orzo in tazza piccola
M: caffè corretto
N: Decaffeinato
O: latte macchiato e mucci!
P: caffellatte
Q: ristretto
R: caffè con panna
S: caffè freddo

Poi se fossimo a Trieste chiederemmo…

T: un nero (invece dell'espresso)
U: un capo (al posto di un caffè macchiato)
V: Capo in b (invece di caffè macchiato in bicchiere)
W: Caffelatte (che sta per Cappuccino)
Y: un Deca (Caffè Decaffeinato)
Z: Gocciato (Caffè con una goccia di schiuma di latte)

Basta questo per capire quanto sia
difficile governare un paese come l’Italia.
postato da: mvittoria alle ore 16:12 | link | commenti (20)
categorie: cibo, attualità, io
sabato, 21 ottobre 2006

MESSAGGI SUBLIMINALI

Sono seduta al computer.
Sto lavorando alla territorializzazione di un sito.
In parole povere, lo sto traducendo in diverse lingue.

Mi alzo.
Prendo dei soldi ed esco.
Entro nel negozio degli indiani.
Compro il nuovo Kit Kat al cioccolato fondente.

Torno alla scrivania e
mi accingo a tradurre
la parola successiva:

cioccolato fondente.
postato da: mvittoria alle ore 00:51 | link | commenti (2)
categorie: shopping, storie, londra, cibo, curiositá
martedì, 17 ottobre 2006

C’È QUALCOSA CHE NON MANGI?

Sono assolutamente democratica a tavola,
amo provare di tutto,
ma la renna non la voglio piú mangiare.

Un amico norvegese era riuscito a portare in Italia della carne di renna,
eludendo i controlli doganali del proprio paese.
Erano mesi che non mangiava quella prelibatezza e
decise di invitare alcuni amici per una cena norvegese.
Ero lusingata e curiosissima di poter assaggiare
qualcosa di cosí insolito.

Come antipasto prepara del salmone affumicato assolutamente eccezionale.
Sono al settimo cielo.

Arriva quindi il piatto forte:
renna stufata con riso bollito e marmellata di frutti di bosco.

Dal piatto sale un profumo pungente di carne selvatica
che mi ricorda l’odore della pecora bollita.
Mi sento strana.
Inizio a mangiare e mi sale la nausea.
Cerco di coprire il sapore della carne ingurgitando quantitá industriali
di marmellata e di riso bollito.

Niente da fare, la renna non va giú.

Mi sento terribilmente in colpa per aver privato l’amico norvegese
di una porzione della sua carne preferita.
Peró penso anche che, se continuo a mangiare,
potrei rigurgitare tutto davanti ai commensali.
E sarebbe molto imbarazzante.
Prendo coraggio e poso le posate sul piatto semi intatto.

Il solo scriverne mi fa tornare la nausea.
postato da: mvittoria alle ore 13:38 | link | commenti (14)
categorie: storie, cibo, curiositá
venerdì, 13 ottobre 2006

QUANTI GUSTI PUÓ AVERE UNA PATATINA?
(sono certa ne incontreró altri lungo il mio cammino)

Le classiche:
Ready salted (salate)
Salt and vinegar (sale e aceto)
Heinz Tomato ketchup
Prawn cocktail (cocktail di gamberi)
Barbeque Beef (carne alla grigia)
Chicken (pollo)
Worcester sauce (salsa Worcester)
Pickled onion (cipolline in agrodolce)
Smoky Bacon (pancetta affumicata)
Cheese and onion (formaggio e cipolla)
Cheddar cheese (formaggio Cheddar)
Steak & Onion (bistecca e cipolla)
Lamb & Mint (agnello alla menta)

Le raffinate:
Caramelised onion & Sweet Balsamic Vinegar (cipolla caramellizzata & aceto balsamico)
Lime & Thai Spices (Spezie Thai e limetta)
Lamb with Moroccan Spices (agnello con spezie marocchine)
Oven roasted chicken with Lemon & Thyme (pollo arrosto con limone e timo)
Sea salt & cracked black pepper (sale e pepe nero)
Thai sweet chilli (chilli dolce alla Thai)
Naked (senza sale)

Domanda: Quale motivo puó spingere una persona a desiderare che una patatina sappia da tutto tranne che da patata?
postato da: mvittoria alle ore 12:54 | link | commenti (7)
categorie: londra, cibo, curiositá
mercoledì, 11 ottobre 2006

BIG FAT NATION

La Gran Bretagna è il paese europeo con più obesi.
Una popolazione obesa è una popolazione ad alto rischio di malattie.
Una popolazione obesa costa £7.4 miliardi l'anno.
Costi per trattamenti dimagranti,
costi per le terapie,
costi indiretti relativi a morte prematura,
costi legati all'assenza per malattia dal posto di lavoro.

Che si fa?
Il Governo propone la Fat Tax, la tassa sui "ciccioni".
La proposta è ovviamente inapplicabile perchè:
- introdurrebbe una discriminazione sociale sulla base del peso;
- demonizzerebbe gli obesi già percepiti come brutti (e spesso pure stupidi) come da stereotipo culturale;
- impoverirebbe ulteriormente le classi sociali più deboli dove l'obesità è diffusa.

Tuttavia il numero degli obesi aumenta da ventanni a questa parte
e sembra non accennare a diminuire.

Che si fa?

Si deve cambiare la testa alle persone.
Solo una rivoluzione culturale può portare un beneficio.
Serve informazione a partire dall'etichettatura che lascia troppo a desiderare.
Alimenti che contengono grassi idrogenati dovrebbero sparire dagli scaffali dei supermercati.
Frutta, verdura e cibi "organic", ovvero biologici, non possono costare un occhio della testa.
Nelle zone povere è difficile, se non impossibile, comprare cibo fresco.
Il pesce è praticamente introvabile.
In compenso Mc Donalds, Kentuky Fried Chicken e fast food di ogni sorta spuntano come funghi.
La Gran Bretagna non ha mai avuto una cultura della buona tavola, la cucina è l'unica cosa
che non gli è mai riuscito di esportare.
L'obesità è alla fine un semplice indice di ineguaglianza.
postato da: mvittoria alle ore 23:01 | link | commenti (4)
categorie: londra, cibo, attualità, curiositá
venerdì, 02 giugno 2006

L'OMINO DEI GELATI
Ieri di ritorno dal lavoro sul cortile di fronte al mio condominio era parcheggiato il furgone di “Mister Softee”- l’uomo dei gelati. La foggia del furgone, la scelta tipografica e dei colori sono chiaramente ispirati agli anni 50; quando poi suona il carillon per annunciarsi la suggestione raggiunge il suo apice: e un’onda di ricoldi ti invade il cuore. Ho visto me stessa da piccola correre giù dalle scale del condominio stringendo le monetine in mano per non perderle nella speranza che l’omino dei gelati non se ne andasse via. Certo l’omino non aveva un furgone così nuovo e ben agghindato, spingeva un carretto con pochi gusti tra cui il pistacchio che nessun bambino sapeva bene cosa fosse e non sceglieva mai perchè quel colore verdognolo era un pò sospetto. Ho pensato che tra venti, trent’anni questi bambini penseranno a questo furgone con la stessa dolce nostalgia con cui io pensavo all’omino dei gelati, e poco importa che sia solo uno dei tanti furgoni della più grande azienda di gelati ambulante degli Stati Uniti, il ricordo avrà il sapore delle cose antiche, delle cose “fatte come una volta”.
postato da: mvittoria alle ore 00:17 | link | commenti
categorie: londra, cibo, io