L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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mercoledì, 14 febbraio 2007

QUESTIONE DI EQUILIBRIO

Ora potete vedere la stessa scena su youtube, clicca qui
per vedere.


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Adéle









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Gabor









questioni di equilibrio_0002 006_0001Gabor: Lei sembra una ragazza che sta per fare un errore.

Adéle:
No, no, grazie sto bene...
Ma sì! Sembra disperata!

Figuriamoci...

Ma, insomma, a che cosa sta giocando? Testa o croce? Su chi vuole far colpo?




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Su nessuno! Non ho mai fatto colpo su nessuno! Che vuole? che cominci proprio oggi?!


Quanti anni ha per essere così triste? Ha una malattia grave? Le manca un rene? Il fegato? Una gamba?


No. Mi manca solo un pò di coraggio. Ho paura che sia troppo gelata.

Certo che è gelata! Che crede, che la scaldano?!

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Basta non pensarci.

Ha ragione! Pensi a qualcosa di divertente, vedrà che le darà una spintarella!

Mica facile! Le cose divertenti non sono la mia specialità. Anzi è per questo che sono qui!

Sa che cosa vedo? Vedo che ci sarà uno spreco e questo non lo sopporto!


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Quale spreco?

Lei! Non si butta una lampadina quando funziona ancora.

Beh, la mia lampadina è un bel pò che è fulminata.

Così mi deprime!

Allora se ne vada! Non le ho chiesto niente! Ho toccato il fondo, non capisce?


questioni di equilibrio_0002 006_0002Ma quale fondo! Se deve ancora buttarsi! Sta attraversando un brutto momento. Tutto qui.

È da quando sono nata che attraverso un brutto momento, ho il marchio “catastrofe” e non se ne va!

E cosa crede che se ne andrà con l’acqua! E poi sono certo che è il suo primo tentativo.

questioni di equilibrio_0002 009_0001Beh, mica passo la vita sui ponti!

Io sì.


Perchè? Anche lei si vuole buttare?

No, no! No, Io recluto.

Recluta chi?

Le mie partner. Donne che non hanno più niente da perdere. Io ci vivo. Di solito le trovo qui, a volte in cima le torri, soprattutto in primavera. L’inverno preferiscono i ponti.



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Come me?

No, no. Non come lei. Quelle di cui parlo sono a pezzi, hanno sfondato il muro del suono.







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E lei cosa fa?

Beh, a volte le manco.
Dipende.
Questione di equilibrio.








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Dopo la quarantina il lancio del coltello diventa aleatorio.
È per questo che le cerco sui ponti, mi piace rendermi utile.









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Tratto da: La ragazza sul ponte
Titolo originale: La fille sur le pont
Diretto da: Patrice Leconte
Anno: 1999
postato da: mvittoria alle ore 11:34 | link | commenti (25)
categorie: cinema, storie, relazioni
martedì, 30 gennaio 2007

CELEBRITY SPOTTING 2

Lo so, lo so.
I miei gossip sul mondo delle
celebritá sono piuttosto risicati
(il precedente risale all'ottobre scorso).
Ma lo sapete che non vivo dove vive
la “gente che conta”, quella che
finisce su Heat o Grazia.
Io vivo nell’altra metá del cielo,
quella piú vicina alla terra.

PERÓ

Ieri sono andata a Soho a teatro
per vedere Love Song di John Kolvenbach
e tre file, dico tre file!, davanti a me era
seduta la bambina di ET, Drew Barrymore.

Che gioia poter dire:
Grazie! Grazie Londra per avermi mostrato,
ancora una volta, l’altra metá del cielo,
quella piú vicina alle stelle
”.

All right, all right. Let’s move on now.

love song

L’opera teatrale è leggera, divertente,
facilissima da seguire.
Gli attori (Kristen Johnston, Michael Mckean e
Cillian Murphy) sono tutti molto bravi

TRANNE

Neve Campbell, nota al grande pubblico
per la sua parte nel film Scream. Avevo
giá avuto modo di vederla in una piccolissima
parte in Resurrection Blues, opera incompiuta
di Arthur Miller, portata on stage da Robert Altman,
ed era terribile, ma, essendo una parte minore,
il danno era contenuto.

In Love Song, Neve ha una parte rilevante
ed è davvero pietosa, a tratti imbarazzante.
Il vero e proprio attore cane.

La mia domanda è:
da chi sei raccomandata ragazza mia????
Come è possibile che TU abbia ingaggi
con il fior fiore di attori che questo paese vanta.
Giuro che se la incontro in Upper Street
con i suoi due cani glielo chiedo!

My love, prenditi qualche lezione di recitazione
o torna per sempre al cinema!

Ti prego!

postato da: mvittoria alle ore 14:11 | link | commenti (10)
categorie: cinema, londra, teatro, attualità, curiositá, io
lunedì, 27 novembre 2006

37 USES FOR A DEAD SHEEP (2005)
(37 cose che si possono fare con una pecora morta)

È un documentario affascinante che racconta la storia dei Pamir Kirghiz, una tribú nomade di circa 2mila persone originaria dell’Asia Centrale che solo 27 anni fa viveva quasi ancora all’etá del ferro e che dal 1979 vive esule nella Turchia orientale.

È un documentario che parla di casa, esilio e appartenenza.

Il regista Ben Hopkins ha voluto ricostruire, con l’aiuto della tribú stessa, la storia delle loro migrazioni, i loro usi e costumi in modo divertente, appassionante, commovente.
La narrazione delle vicende storiche è realizzata attraverso ricostruzioni filmiche a cui i membri stessi della tribú hanno partecipato in veste di attori, rese attraverso stili cinematografici diversi e scenette comiche: il risultato è un film nel film.

Scopriamo come l’antipatia del popolo Kirghiz per il Comunismo li abbia costretti a fuggire dalla Unione Sovietica, quindi dalla Cina Maoista, dall’Afganistan ed infine dal Pakistan fino a trovare definitivo rifugio in Turchia nel 1979.
Il documentario è quindi in parte documento storico, in parte studio antropologico, parte ritratto del conflitto tra individuo e cultura globalizzata, parte commedia per quanto concerne il processo di realizzazione del film stesso.

Guardando il documentario ci si innamora progressivamente di questa gente con il viso solcato dal sole d’alta quota e dal vento rigido; che sogna le montagne, i pascoli, i ruscelli, i cieli della loro terra; gente che da nomade è diventata stanziale rinunciando a parte della propria cultura e sapere, e le cui nuove generazioni sognano di trasferirsi ad Istanbul per aprire internet caffè.

Alla fine, ció che rimane, è un senso di profonda affezione per un popolo dal sorriso contagioso e la mesta consapevolezza che lo si sta guardando scomparire.



Vincitore del Caligari Film Prize – Berlinale 2006
Vincitore Best International Documentary – Hotdocs 2006
Vincitore Best British Feature Documentary – Britdoc 2006
Nominato al European Film Academy Documentary Awards 2006
postato da: mvittoria alle ore 12:56 | link | commenti (7)
categorie: viaggi, cinema, storie, attualità
giovedì, 26 ottobre 2006

CELEBRITY SPOTTING

Finalmente oggi East London mi ha regalato qualcosa
di un pó piú succulento del solito Prince Charles
in visita alla scuola di disegno.

Sto rientrando in ufficio con la mia mushroom & asparagus pie
nella bustina di carta e al semaforo chi ti vedo?

Ralph Fiennes intento a pedalare una mountain bike,
in un bel completo elegante ed elmetto rosso
che non gli rendeva affatto giustizia.

Grazie, grazie East London!
Ero certa potessi fare di meglio!
postato da: mvittoria alle ore 14:19 | link | commenti (9)
categorie: cinema, storie, londra, teatro, curiositá
sabato, 21 ottobre 2006

Lady Vengeance
postato da: mvittoria alle ore 01:07 | link | commenti
categorie: cinema, storie
domenica, 03 settembre 2006

LA FEBBRE DEL SABATO SERA (Saturday Night Fever)

Di recente ho rivisto Saturday Night Fever e la prima cosa che mi è venuto spontaneo fare è stato imitare la camminata di John Travolta che apre il film. Eravamo tutti ansiosi di rivederlo dopo tanto tempo, di goderci la strepitosa colonna sonora e le indimenticabili performance di “Tony Manero” sulla pista da ballo.

La prima cosa che mi ha colpito è che io, ma non ero la sola, avevo completamente dimenticato che si tratta di un film fortemente drammatico: il film si chiude con uno stupro di gruppo ed un suicidio. L’immagine iconica di Travolta in completo bianco e camicia rossa aperta sul petto, la "mossa" sul dance floor a scacchi luminosi avevano completamente preso il sopravvento.

Poi c’è Stephanie, la “regina” del dance floor, la donna di cui Tony si invaghisce e che vuole come sua partner di ballo: io non riesco ancora a spiegarmi come possa essere stata inserita una tale muffa nel film. È un pezzo di legno quando balla, la recitazione è mediocre, neppure l’aspetto è caratterizzante, mentre tutti i personaggi sono assolutamente perfetti, veri.

L’unica spiegazione (lo so è velenosa!) che mi sono data è che l’attrice fosse stata l’amante di qualcuno: come giustificare altrimenti una tale lacuna?!

Sono pure andata a controllare la sua scheda su IMDB e dopo Saturday Night Fever risulta assente per quasi 15 anni dagli schermi; ad ulteriore supporto della mia tesi che si sia trattato di favoritismo, tutti i film in cui ha recitato prima e dopo questo sono sconosciuti, parti minori o serie per la televisione.  Sarà stata scaricata dopo  le riprese...

postato da: mvittoria alle ore 18:34 | link | commenti (1)
categorie: cinema
martedì, 29 agosto 2006

VOLVÈR

locandinaFinalmente è arrivato a Londra Volvèr di Almodòvar, scandaloso il ritardo con cui la pellicola è uscita nelle sale. Non doppiano nemmeno i film...

Volvèr è senza dubbio il vincitore morale di Cannes, nonostante ami i film di Ken Loach.

Ma non c’è proprio storia, i colori della pellicola, il viso e il corpo di Penelope Cruz (quanto mi ricordava la Loren) e lo spledido universo femminile di Almodovàr rimangono impressi nella memoria e nel cuore.

So che ormai è roba vecchia per tutta Europa, ma qui profuma ancora di bucato.

postato da: mvittoria alle ore 23:28 | link | commenti (18)
categorie: cinema, londra