L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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lunedì, 26 gennaio 2009

SLOW DOWN MATE.
 
Le vedi appoggiate lungo le strade di Londra o in prossimità
degli incroci, dipinte di vernice bianca.
Nessuno osa vandalizzarle o rubarle neppure laddove il crimine
organizzato del mercato nero delle biciclette è più radicato.
Mi hanno perfino rubato una sella di plastica del valore
di forse dieci sterline. Mi sono chiesta a quanto possano
rivenderla e per comprarsi cosa poi? Un lecca-lecca?
Ma le biciclette bianche no, quelle nessuno le tocca.
Forse c’è ancora speranza per il genere umano.
O forse è solo timore di inimicarsi la sorte.
Alcune portano un messaggio, un cartello, altre fiori in ricordo
dei cliclisti che hanno perso la vita sulla strada.
Le biciclette bianche vogliono essere di monito a quegli automobilisti
che ancora si sentono padroni della carreggiata,
che tagliano le curve senza controllare gli specchietti,
che passano a filo dei ciclisti incuranti delle distanze di sicurezza
o degli spostamenti d’aria.
Sono fantasmi che lievitano a filo d’asfalto e che, piangendo lacrime di sangue,
sferrano un colpo sulla bocca dello stomaco a chiunque posi gli occhi su di loro.
 
Per saperne di più sul movimento delle ghost bikes nato a San Francisco clicca qui.
GhostBike_preview
postato da: mvittoria alle ore 23:18 | link | commenti (3)
categorie: sport, storie, londra, attualità, curiositá
lunedì, 23 luglio 2007

FREE CLIMBER

slug

Ma dove va sta fulminata???
postato da: mvittoria alle ore 21:24 | link | commenti (27)
categorie: londra, curiositá, io
martedì, 19 giugno 2007

BAFFO (Thin Is In!)

Non so perchè ma di recente ho sviluppato
una passione sfrenata per i baffi.
Sarà che il pizzetto è superato e il rasato
è scontato, per cui riscopro nel baffo
potenzialità sottovalutate.
Un tempo associavo il baffo alle
gerarchie militari, ai telefilm degli
anni ‘70 o all’Est europeo.
Ricordo che in Yugoslavia, negli anni Ottanta,
il baffo era un tratto caratteristico del
look maschile, spesso addirittura sfoggiato
da adolescenti semi imberbi.
Un tempo non mi sarei mai voltata
per guardare qualcuno con il baffo.
Mai.
Oggi mi ritrovo ad osservare con
curiosità questi baffetti che sfrecciano
in bicicletta o che sorseggiano della
birra nei locali all’aperto di Shoredich.
Li trovo così divertenti che
mi chiedo se mi donerebbero.

baffo

Per il make-up si ringrazia "Pencil thin Mustaches",
modello "Movie Star".

baffi
postato da: mvittoria alle ore 08:30 | link | commenti (8)
categorie: moda, londra
domenica, 10 giugno 2007

FOR THE LOVE OF GOD

Si entra in gruppi di otto, massimo dieci persone.
La stanza è completamente buia, un unico fascio di luce lo illumina,
tanto che sembra sospeso nel vuoto.
È un oggetto d’arte bellissimo che toglie il fiato.

For Love the of God è un calco in platino di un vero teschio umano
ricoperto da 8601 diamanti del peso di 1106.18 carati.
Un’opera d’arte unica, un oggetto celestiale.
È l’ultimo straodinario lavoro di Damian Hirst.

È  costato tra i $16 e i $20 milioni ma ve lo portate
a casa con soli $99 milioni, se desiderate acquistarlo.

È esposto alla White Cube gallery a Mason’s Yard fino al 7 luglio 2007
e fa parte di un’ambia esposizione monografica intitolata Beyond Belief
che si divide tra il White Cube Gallery di Mason’s Yard e il White Cube
in Hoxton Square.
L’entrata in entrambe le gallerie è gratuita.


for-the-love-of-god
postato da: mvittoria alle ore 22:11 | link | commenti (11)
categorie: arte, londra, attualità, curiositá
lunedì, 04 giugno 2007

london2012

Logo delle Olimpiadi di Londra 2012
Agenzia:
Wolff Ollins
Costo: £400,000

Per saperne di più clicca qui l'articolo della BBC

Lascio a voi i commenti.
postato da: mvittoria alle ore 21:07 | link | commenti (14)
categorie: londra, comunicazione, curiositá
venerdì, 27 aprile 2007

RRROCK FRIDAY

Questo è un giorno speciale.
È il giorno in cui si conclude una fase
e una nuova inizia.

È il mio ultimo giorno di lavoro.

Ogni addio è uno strappo che fa male,
ma sono pronta a cogliere la sfida,
ad incontrare nuovi volti,
a fare fare fare.

Oggi mi sento in perfetta sintonia con i
Placebo e per questo Rrrock Friday
propongo Twenty Years tratto da
Once more with feeling.

E da domani L’Equilibrista si sposta
nel Bel Paese per tre lunghe settimane.

Buon week end!


Youtube URL: http://www.youtube.com/watch?v=B7pWHdODhIg
postato da: mvittoria alle ore 14:37 | link | commenti (5)
categorie: musica, lavoro, londra, io
martedì, 13 marzo 2007

NON SI È MAI TROPPO SICURI

«Spendere poco per rischiare poco»
su questo principio ho fondato, negli ultimi anni,
i miei acquisti in materia di biciclette.

Quando mi rubarono la bella Atala nera dal
sottoportico della Pescheria mi sentii morire:
la bicicletta era la mia indipendenza, la mia libertá.
All’epoca si utilizzava il lucchetto di serie fissato alla bicicletta,
quello con il blocchetto di metallo che scivolava
tra i raggi della ruota posteriore e ti sputava
fuori la chiave di sicurezza.
Imparai la mia lezione e decisi che la mia futura
bicicletta avrebbe dovuto essere cosí “fuori da ogni tentazione”
che la gente se ne sarebbe ben guardata dal rubarla.

Trovai da un rigattiere una bici da uomo
molto vecchia e arrugginita a tal punto che
mi stupii di come non si fosse ancora sbriciolata,
“la tien su el tetano” commentó il rigattiere
mentre gli allungavo tre mila lire.
La chiamai Michelín (letto così come era scritto
ma con accento sull’ultima sillaba) per praticitá
data la presenza di un enorme adesivo giallo del
gruppo “Michelin” che campeggiava sul telaio.
Al lucchetto di serie della Michelín aggiunsi un bel
catenaccio robusto perchè fidarsi è bene,
non fidarsi è molto meglio.
Era una gran bici, l’unica con cui riuscissi
a pedalare senza mani per distanze considerevoli.
Oggi la Michelín riposa in fondo al garage della
casa dei miei genitori, acciaccata piú che mai ma
serena del fatto che nessun malintenzionato l’ha mai violata.

A Padova invece avevo una bici aziendale con cui facevo
la spola stazione ferroviaria-zona arcella.
L’idillio duró sei mesi, un record considerando che la
lasciavo in stazione tutta la notte: una mattina,
attaccata al lucchetto, trovai soltanto la ruota.
Avevo voluto giocare con il fuoco…

Giunta a Londra feci tesoro dell’esperienza
accomulata ed acquistai una bicicletta a marchio
del distributore (Hallfords???) con due lucchetti
“a prova di ladro” che, in proporzione, mi costarono piú del mezzo.

Non è che fossi diventata eccessivamente paranoica?

Ecco che proprio nel momento in cui abbasso la guardia,
mi lascio andare a pensieri fiduciosi verso il mondo e chi lo popola…

Taaak!

Mi ciullano la sella (ma come si fa a rubare quella sella poi?)
con tanto di supporto per il faro posteriore e parafango
e mi strattonano pure il freno sicchè sono costretta a
ritornare nel negozio che, solo il giorno prima, per una revisione
mi ha spillato 75 sterline e sborsare, di nuovo, altri soldi
perchè il mondo è pieno di stronzi che bazzicano proprio sotto casa mia.

Morale: Fidarsi è male, non fidarsi è l’unica via e
questo tipo lo ha capito prima di me:

Trans Am
Bicicletta con quattro lucchetti

Il passo successivo e inevitabile è l’assicurazione.
Manco avessi una Pegoretti o una Pinarello!
Assicurare una Hallfords fa veramente ridere i polli,
ma, a quanto pare, non si è mai troppo sicuri.
postato da: mvittoria alle ore 16:40 | link | commenti (16)
categorie: sport, londra, io
martedì, 06 febbraio 2007

DIY - Do it yourself

DIY

Buongiorno, posso parlare con Seed.
S-A-E-E-D. Sí, sono io.
Oh, scusa. Saeed. Sono venuta per fare la copia delle chiavi.
Ah, sí. Le Tigler, quante te ne servono?
Due.



Entra una giovane coppia miniaturizzata;
di Hong Kong, tiro ad indovinare.
Sono piccini, piccini, picció pure per
una come me che è alta un metro e uno sputo.

Lui: @%$#£!SIM$!&CARD#@?$
Saeed: Prego?
Lui: @%$#£!SIM$!&CARD
Saeed: Non vendiamo Sim card.
Lui: SIM CARD!
Saeed: NO-SIM-CARD! QUESTO-NEGOZIO-DIY!
Lui: HAAAAAA! #&(%$£!
Saeed: Di niente. Arrivederci.

Saeed lima pazientemente
la chiave, scuote la testa e sorride.
Sta pensando a qualcosa, ma non
sa decidersi se raccontarmelo oppure no.
Alza gli occhi dalla lama,
mi dá un paio di rapide occhiate;
io sollevo entrambe le sopracciglia in segno di esortazione,
protendo le mie orecchie pronta all’ascolto.
Saeed, finalmente, si sbottona:

“L’altro giorno entra una signora distinta,
ben vestita, e sai che mi ordina?
Mezzo pollo ed una porzione di patate fritte!
Io la fisso basito.
"Sta scherzando", penso, ma lei,
seccata, alza la voce e ripete:
"MEZZO POLLO CON PATATE FRITTE!!!".
Fa sul serio.
Mi sporgo verso di lei e, con ampi gesti delle braccia,
le faccio notare:
“scusi ma vede per caso polli alle mie spalle???”
La donna esce imprecando
e sbattendo la porta dietro di sè”.

Sollevo perplessa il soppracciglio,
Saeed intuisce e annuisce: "è tutto vero!"
Quindi conclude:
“non puoi mai sapere cosa ti chiederá il prossimo che entra!”

In quello un uomo di mezza etá infila
la testa dentro il negozio e chiede:
vende paracetamolo?
postato da: mvittoria alle ore 14:52 | link | commenti (23)
categorie: storie, londra, io
martedì, 30 gennaio 2007

CELEBRITY SPOTTING 2

Lo so, lo so.
I miei gossip sul mondo delle
celebritá sono piuttosto risicati
(il precedente risale all'ottobre scorso).
Ma lo sapete che non vivo dove vive
la “gente che conta”, quella che
finisce su Heat o Grazia.
Io vivo nell’altra metá del cielo,
quella piú vicina alla terra.

PERÓ

Ieri sono andata a Soho a teatro
per vedere Love Song di John Kolvenbach
e tre file, dico tre file!, davanti a me era
seduta la bambina di ET, Drew Barrymore.

Che gioia poter dire:
Grazie! Grazie Londra per avermi mostrato,
ancora una volta, l’altra metá del cielo,
quella piú vicina alle stelle
”.

All right, all right. Let’s move on now.

love song

L’opera teatrale è leggera, divertente,
facilissima da seguire.
Gli attori (Kristen Johnston, Michael Mckean e
Cillian Murphy) sono tutti molto bravi

TRANNE

Neve Campbell, nota al grande pubblico
per la sua parte nel film Scream. Avevo
giá avuto modo di vederla in una piccolissima
parte in Resurrection Blues, opera incompiuta
di Arthur Miller, portata on stage da Robert Altman,
ed era terribile, ma, essendo una parte minore,
il danno era contenuto.

In Love Song, Neve ha una parte rilevante
ed è davvero pietosa, a tratti imbarazzante.
Il vero e proprio attore cane.

La mia domanda è:
da chi sei raccomandata ragazza mia????
Come è possibile che TU abbia ingaggi
con il fior fiore di attori che questo paese vanta.
Giuro che se la incontro in Upper Street
con i suoi due cani glielo chiedo!

My love, prenditi qualche lezione di recitazione
o torna per sempre al cinema!

Ti prego!

postato da: mvittoria alle ore 14:11 | link | commenti (10)
categorie: cinema, londra, teatro, attualità, curiositá, io
giovedì, 11 gennaio 2007

L’IDRAULICO

L’idraulico di fiducia di mia madre era
un omino magro, anonimo e silenzioso.
Gli telefonavi, la moglie prendeva la chiamata,
fissava l’appuntamento, puntuale lui arrivava,
faceva il suo lavoro e se ne andava.
Prezzi onesti, persona affidabile.
Una volta chiusa la porta dietro di lui
te ne scordavi immediatamente.

Uno dei bagni dell’ufficio è fuori uso
e, considerando che ci sono dieci
persone in quel piano, la faccenda
si fa seria, talvolta drammatica.

Serve l’idraulico.

Afferro le Pagine Gialle, un tomo
di millequattrocento pagine, e
vado alla voce "plumbers": ci sono
20 pagine di contatti solo per il
centro di Londra.
Sento che potrei avere un attacco di agorafobia:
centinaia di voci si sollevano “scegli me! scegli me!”,
cercano di attirare la mia attenzione,
tanti omini idraulici spingono, si urtano,
si scavalcano, premono verso di me…
devo trovare una via d’uscita, qui è troppo affollato!

Alzo il dito, lo punto e sparo: First Action.
Il nome sa un pó da B-movie,
ma è semplice ed immediato: First Action.
E cosí sia.

Appuntamento tra le 14 e le 17.
Alle 18.15 nessuna traccia dell’idraulico.
Ricordo che l’omino di fiducia di mia mamma,
se diceva che passava tra le 12 e le 16, arrivava alle 14.
Prevedibile, ordinario, sciapo.
Bei tempi.

Suona il campanello, apro la porta
e faccio un balzo all'indietro, mi
guardo attorno spaesata in cerca
di rassicurazioni, in cerca di qualcuno a
cui chiedere: “vedi anche tu quello che vedo io???
Di fronte a me c’è un incrocio tra Marky Mark
e Busta Rhymes, lo guardo perplessa e sto
per dirgli che qui non è la festa quando si presenta
come "l’idraulico".
marky_busta

Lo guardo con la coda dell’occhio,
"sará maggiorenne?!"
Lascio Marky Mark in bagno e incrocio lo
sguardo di Polt Pot che ha negli occhi il
mio stesso smarrimento: non salá mica l’idlaulico, velo?

Marky Mark, dopo mezzo minuto,
sbuca fuori dal bagno e con un netto
accento cockney mi informa che deve
tornare venerdí con un pezzo di
ricambio. Poi aggiunge che gli dovrei
pagare l’uscita di oggi e io gli propongo
di fare tutto in una volta venerdí.
L’idraulico inclina la testa,
mi guarda di traverso,
abbozza un sorriso sornione e
strizzandomi un occhio dice:
non potrei, ma faccio un’eccezione. A venerdí.

Marky Mark-Busta Rhymes, idraulico
di etá compresa tra i 17 e i 20 anni,
mi ha fatto l’occhiolino. Dico, l’occhiolino!

Non ci sono proprio piú gli idraulici di una volta.
postato da: mvittoria alle ore 18:32 | link | commenti (28)
categorie: lavoro, londra, io