L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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lunedì, 26 marzo 2007

DOMANDA

Sei al primo appuntamento e il tuo Lui/la
tua Lei si presenta con i capelli sporchi.

Cosa pensi?


A. Non ha avuto modo di lavarseli.

B.
E' una persona di cui non fidarsi.

C. Ti tocchi
postato da: mvittoria alle ore 17:58 | link | commenti (23)
categorie: sesso, relazioni
lunedì, 11 dicembre 2006

UN UTERO NON BASTA

Alle superiori avevo una compagna di banco
che riconduceva tutto ad una dimensione agonistica.
Per lei la vita era una sfida a braccio di ferro
con un’unica regola inviolabile: doveva vincere lei.

Un giorno questa sua sete di primeggiare ad ogni costo
la portó ad affermare di avere due uteri.

Un utero non le bastava.

Forrest è della stessa razza.
Mi ricorda in tutto e per tutto
la mia vecchia compagna di banco,
brufoli a parte.

Nel fantastico mondo di Forrest
il sole non tramonta mai: è sempre allo zenit.

Previsioni: cielo sereno, nessuna nuvola in vista.

Un’interminabile dolce discesa.

La sollecitudine e la puntualitá con cui ti informa
su ogni impegno, appuntamento, incontro, cena, conseguimento,
farebbero impallidire gli esperti del recupero crediti bancari.
E io ho avuto l’orrore - pardon l’onore - di vederli all’opera
con la mia ex padrona di casa.

Non hai scelta:
interessato o meno che tu sia, devi sapere.

Far finta di non aver sentito, spostare il discorso su un
altro argomento, negarsi, sono trucchetti inutili:
lui un modo per fartelo sapere lo trova sempre.

Ma non vale il contrario.

Se tu hai qualcosa da raccontare sará liquidato
con un’alzata di spalle e ringrazierai pure
che non ti abbia stroncato con una battuta al polonio 210.

Forrest deve battere tutti sul tempo
come i cronisti d’assalto, quelli che la notizia te la
portano prima degli altri.
Inarrestabile dispensa recensioni, critiche, giudizi,
punti di vista su tutto ció che vede, ascolta, prova, visita.
Il suo giudizio è il Giudizio. No exceptions.

Il solleone risplende sul fantastico mondo di Forrest:
un paradiso in cui il denaro non manca mai,
il fisco non esiste, il lavoro te lo tengono da parte e
dove gli uomini hanno, sicuramente, pure l’utero.
postato da: mvittoria alle ore 13:00 | link | commenti (8)
categorie: storie, sesso, relazioni, io
martedì, 28 novembre 2006

E ADESSO SPOGLIATI… COME SAI FARE TU

PER LUI

C’è nebbia fitta in Val Padana.
In localitá Spercenigo Richard Gear
tira l’ultima boccata ad una Camel Lights
prima di mettersi alla guida della sua Golf GTI.
Accende l’ipod e seleziona
la playlist “101 love songs”.
Profuma di Eau de Coulogne Atkinsons.
È un pó nervoso: il terzo appuntamento
è statisticamente decisivo, quello in cui
si porta a casa il risultato.

È in anticipo. Come sempre.
Alle 20.31 suona il campanello.

Il portone si apre di scatto.
Sale le scale e trova la porta di casa socchiusa.
Entra e la chiude dietro di sè.
La luce è soffusa, Billy Holiday suona in sottofondo.
Dietro una tenda una voce femminile lo chiama sensuale:
Richaaard sono qui…

Sposta la tenda e cosa vi trova dietro?

Lei…

1.    che indossa un pijama di flanella con orsacchiotti
colorati

pijama

2.    con una canottiera ben rimboccata dentro le mutande

pants

3.    che si è scordata di depilarsi le ascelle

ascelle-copy

4. 
è Kim Basinger in Nove Settimane e 1/2

kim


PER LEI

Rosso Valentino o total black?
Kim Basinger è un’eterna indecisa.
Ha trascorso l’intera settimana a
passare in rassegna tutto il guardaroba
in vista della cena di questa sera.

Coro: Total black! Non sbagli mai e smagrisce pure!

Suona in campanello: sono le 20.31.
E' puntalissimo.
Si aggiusta il rossetto,
si da l’ultima occhiata allo specchio.
Una strafiga.

Lui entra e le porge un mazzo di camelie rosse.
Il messaggio è inequivocabile: desiderio di te.
Le versa dello Champagne guardandola negli occhi
e si allontana lentamente lasciandola sul divano a sorseggiare il vino.
In sottofondo Chris Isaac canta Wiked Games
e Lui inizia a svestirsi.

Caduti tutti gli abiti come foglie in autunno, Kim scopre che?

Lui…

1.    indossa un tanga leopardato nuovo di pacca

tanga


2.    ha un tatuaggio imbarazzante sul petto

tatoos

3.    ha le unghie dei piedi smaltate

unghie-copy

4.  è Richard Gear in America Gigolo

gear


Una volta mi è accaduto che…

Siete invitati a lasciare le vostre testimonianze dirette (o riportate)
di ció che vi ha pietrificato, imbarazzato o fatto scoppiare in una fragorosa risata
in uno di quei momenti in cui TUTTO dovrebbe essere passione rosso fuoco.
postato da: mvittoria alle ore 20:06 | link | commenti (29)
categorie: storie, sesso
lunedì, 13 novembre 2006

Stralci da un week end.

Driiin, Driiin.
Suona il campanello dell’ufficio.
“Chiudo il computer e arrivo!” rispondo al citofono in Italiano.
“Are you talking to the tramps in Italian?” sento chiedermi alle spalle.
“They are not tramps. They are my girlfriends” puntualizzo al mio capo.
Tutte e tre le ragazze sono arrivate e si sono giá presentate.
Claire è l’unica “straniera” in un week end di italiane a Londra.
Un pó come quando a Treviso ti immergi in una serata organizzata da Fabrica
e ti senti in vacanza all’estero.

Jamon, Jamon
Ci fermiamo per un paio di birre in un pub di Shoredich con i colleghi di lavoro.
Ceniamo a Camden da Jamon Jamon ristorante spagnolo di tapas dove ci accolgono due ragazzi spagnoli dallo sguardo furbetto, uno dei quali parla italiano e scambia due chiacchiere con Nico.
Cinque minuti dopo entra la sua fidanzata, una bella gnocca con dei dread cosí curati da sembrare finti.
Arrivano al tavolo le tapas ordinate e tutte sono servite con contorno di patate: stufate, bollite, fritte, arroste.
L’unica tapa che non arriva con le patate di default è quella della Nico: un cocktail di 17 gamberi, 1 avocado, 13 foglie di lattuga e q.b. di salsa rosa.

La borsa.
Decidiamo di andare sabato mattina a Portobello Market per un bagno di folla e una lenta processione di bancarella in bancarella.
Acquistiamo due borse che scontate vengono 14 sterline a testa.
La nostra soddisfazione dura finchè non troviamo una bancherella poco piú avanti che le vende a 10.

Il berretto.
“Questo berretto mi stringe la testa. Mi ferma la circolazione del sangue”
Guardo il berretto, è una cacciola con disegni peruviani.
Sono sicura di avergliela giá vista adosso, tuttavia ha qualcosa di insolito.
“È che mia mamma non sa lavare la lana”.
Ora ricordo: quella cacciola una volta era un basco.

Alla tavola calda.
Lo shopping fa fame. Prendiamo posto nella mia tavola calda di fiducia.
Di fronte a me si siede un gruppo di quattro ragazzi.
Incrocio lo sguardo di uno di loro per un paio di volte e penso che è davvero molto carino per cui decido di condividere
con le amiche questo mio pensiero.
“Mi sono innamorata”
“Di chi?”
“Ore 16. Ma girati con discrezione!”
Alu si gira di scatto, allunga il collo, strizza gli occhi e fissa il tipo.
Con discrezione.
“È che io mi fisso sui particolari” si giustifica “memorizzo i dettagli, l’occhio sinistro, l’incisivo destro… Non ricordo i visi nel loro insieme.”

Come con il mio vicino di casa.
Lo saluto solo se lo incontro nel condominio.
Ad una festa un mio amico, riferendosi ad un altro presente,
mi fa: “beh ma voi due vi conoscete, no?”
“Mmhh no, non lo conosco. Comunque piacere Alu!” tendendogli cordiale la mano.
“… Veramente abito di fronte a te”

Una volta ero in macchina con Roby.
Una Punto mi si affianca.
“Roby, guarda Pier!” esclamo.
Gli faccio ditazzo dal finestrino.
Lui abbassa finestrino: “credo che tu ti sia sbagliata”
Sbianco: “Mi sa proprio di sí”

Da Caffè Nero.
C’è una coppia di turchi seduta al tavolo accanto al nostro.
Lui ha un bel baffo brizzolato.
Lei è una giovane donna con i capelli ondulati.
Parlano fitto.
La tasca del suo completo squilla.
Lui l’ignora. La tasca smette di squillare.
Parlano fitto.
La tasca trilla di nuovo.
Lui, sempre parlando, da un’occhiata al display del cellulare
e lo rinfila in tasca.
Il trillo si interrompe.
Continuano a parlare fitto.
La tasca suona per la terza volta.
Nico: “È la moglie”

Mutande antistupro.
“Qui nessuno indossa la canottiera. Le donne vanno in giro con la pancia scoperta anche in inverno”
“Anche le mie amiche se è per questo, hanno sempre caldo.”
“Io la canottiera me la metto pure dentro le mutande, hai presente quando ti escono le alette dai lati?”
“Sí, è una tecnica antistupro”

Il Baffo.
È allegria.
È simpatia.
È musica anni 80.
È una lunga e folta chioma tutta boccoli.
È una tuta di lycra nera scollata a V sulla schiena.
È un paio di moccassini di pelle bianca.
È una catena d’oro al collo.
È un DJ.
È un mito.

Pancake
Alla domenica decidiamo di fare colazione fuori.
Ordiniamo pancake con banana e mirtilli.
Alla cassa c’è un bel ragazzo mulatto,
capello a fungo anni 70,
gran bel viso,
camminata effeminata.
Che sfiga.
postato da: mvittoria alle ore 15:46 | link | commenti (27)
categorie: viaggi, musica, shopping, storie, londra, sesso, relazioni, io
venerdì, 03 novembre 2006

WONDER BALL, LA MUTANDA DELLE MERAVIGLIE

wonder ball

Eccolo! È arrivato il Wonder Ball (o come si chiama),
la mutanda che fa il verso al Wonderbra.

È finito il tempo dei calzetti infilati dentro le mutande
per dare spessore e bella presenza ai gioielli di famiglia.

La nuova mutanda delle meraviglie,
un pó specchietto per le allodole,
un pó kit del piccolo illusionista,
crea quell’effetto ottico necessario
ad ingannare e confondere la preda,
perchè, in guerra e in amore, tutto è lecito.

La domanda successiva è: a quando il pillolo?
postato da: mvittoria alle ore 12:33 | link | commenti (11)
categorie: shopping, sesso, curiositá
martedì, 03 ottobre 2006

PROVE DI SPEED DATING

C’è un locale in Essex Road dove pare organizzino serate di Speed Dating.
E che è?!
Lee mi spiega che si tratta di un locale con diversi tavoli dove hai un tot di secondi di tempo per rimorchiare uno/a prima di essere spostato su un altro tavolo e così via.
Lee ha già un paio di piani che ritiene possano avere successo:

Strategia 1.
Quando arriva il suo turno con voce strozzata dichiara: “io non ho mai fatto sesso nella mia vita... a causa di questo!” e, con gesto teatrale, si alza e si toglie la maglietta scoprendo sul petto 8 capezzoli, 4 a destra e 4 a sinista, dai quali spruzzare i presenti con del latte, proprio come una mucca;

Strategia 2.
Lee arranca flemmatico fino al tavolo trascinando dietro di sè una flebo appesa ad uno stand mobile. Giunto di fronte ai presenti confessa con voce struggente di avere solo una settimana di vita. La compassione è una leva sociale che può fare miracoli.

Io opto per la prima.
postato da: mvittoria alle ore 09:01 | link | commenti (8)
categorie: storie, sesso, relazioni, curiositá, io
venerdì, 04 agosto 2006

My Penis and I.

BBC Three. Ieri sera facendo zapping approdo su questo programma.

Il protagonista è un uomo inglese, pelle diafana, occhi cerulei, forme chiaramente modellate dalla birra, dotato di un pene minuscolo.

Il programma lo segue nel disperato tentativo di trovare una soluzione a questo problema.

Gruppo di donne provocanti rassicurano l’uomo sul fatto che le dimensioni non contano e lo trascinano in una discoteca nell’intento di fargli superare ogni inibizione, l’uomo trascorre l'intera serata chiuso in bagno.

Si rivolge quindi all’NHS, il servizio sanitario statale inglese, dove lo misurano in lungo e in largo, ma non lo convincono ad operarsi per incrementare la lunghezza del suo pene. Sfido, chi si farebbe operare al pene dall’NHS?!

Si reca poi nel set di un film porno per sentire l’opinione di attori e attrici su quanto contano le dimensioni.

A questo punto ho cambiato canale e mi sono chiesta se mostrare in tv l’odissea di un uomo affetto da nanismo fallico sia da considerarsi “servizio pubblico”.

postato da: mvittoria alle ore 17:06 | link | commenti
categorie: sesso, curiositá
venerdì, 30 giugno 2006

Dietro ogni piccolo uomo si nasconde sempre una grande donna.

Questa reinterpretazione mi sembra statisticamente piú probante della versione originale che cita: “dietro ogni grande uomo si nasconte sempre una grande donna”.
Il panorama è alquanto sconcertante, forse lo è tanto piú perché riguarda anche mie amiche e conoscenti.
Ciò che vedo sono donne splendide, intelligenti, sensate, generose che si legano e rincorrono uomini incapaci di amare, immaturi e fondamentalmente paurosi. Uomini che non vogliono confrontarsi con una donna, una relazione a due, il pensiero di una famiglia e figli fa poi parte di un universo lontano e alieno. Uomini biologicamente piú vicini alla quarantina che alla trentina, ma che vivono una dimensione affettiva primordiale, minuscola, priva di immaginazione. Se di questi uomini l’unica cosa che mi rimane è la speranza che siano solo dei casi sfortunati, disillusi dalla vita e incapaci di creare vita, ció che piú mi preme capire è perchè queste donne si condannino a questo calvario di delusioni, inappagamenti, negazioni. Io non credo che amare sia una giustificazione sufficiente per non voler vedere l’impasse a cui questi rapporti le hanno portate e per non ammettere la sconfitta. Quello che piú mi colpisce è la loro ostinazione nel voler trovare dell’acqua in un arido deserto, nel voler raddrizzare le gambe ad uno zoppo come fosse l’unica chance di felicitá concessa, una strada a senso unico. La pazienza e la perseveranza ripagano solo se accompagnate da una buona dose di luciditá e di capacitá critica, altrimenti è solo lotta contro i mulini a vento. Penso a quelle comunitá, micro societá nella Societá, in cui ancora oggi si combinano matrimoni, (ne parlavo proprio con una ragazza che sta scrivendo un pezzo intervistando donne che sono oggetto di scambio ancora oggi, qui nell’evoluta Gran Bretagna) e mi chiedo che differenza in fondo c’é nel vendersi o nell'essere venduti. Nel momento in cui non si è in grado di essere liberi di slegarsi da vincoli mentali, paure e fatalismi, non è poi così diverso da quelle donne che non sono libere di scegliere il proprio compagno per vincoli sociali, leggi e consuetudini ancestrali. Anni di battaglie per l’emancipazione vanificati dalla semplice paura della solitudine, perchè il poco è meglio del niente, quando in realtá di opportunitá la vita ne offre moltissime, basta solo avere coraggio di uscire dal proprio guscio ed andarle a cercare. Quello che auguro a ognuna di loro è di ritrovare la fiducia e l’autostima in se stesse, la voglia di guardare oltre ciò che sembra inevitabile, che hanno diritto a tutto ció a cui stanno rinunciando come donne, come compagne, come madri; che non chiedono troppo, solo lo stanno chiededendo a chi non sa o non puó darglielo.

postato da: mvittoria alle ore 14:39 | link | commenti (2)
categorie: storie, sesso, relazioni