L'EQUILIBRISTA

A presto, a domani, nella sublimitá e nella certezza che tu esisti, che io esista, che la vita esiste.

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lunedì, 26 gennaio 2009

SLOW DOWN MATE.
 
Le vedi appoggiate lungo le strade di Londra o in prossimità
degli incroci, dipinte di vernice bianca.
Nessuno osa vandalizzarle o rubarle neppure laddove il crimine
organizzato del mercato nero delle biciclette è più radicato.
Mi hanno perfino rubato una sella di plastica del valore
di forse dieci sterline. Mi sono chiesta a quanto possano
rivenderla e per comprarsi cosa poi? Un lecca-lecca?
Ma le biciclette bianche no, quelle nessuno le tocca.
Forse c’è ancora speranza per il genere umano.
O forse è solo timore di inimicarsi la sorte.
Alcune portano un messaggio, un cartello, altre fiori in ricordo
dei cliclisti che hanno perso la vita sulla strada.
Le biciclette bianche vogliono essere di monito a quegli automobilisti
che ancora si sentono padroni della carreggiata,
che tagliano le curve senza controllare gli specchietti,
che passano a filo dei ciclisti incuranti delle distanze di sicurezza
o degli spostamenti d’aria.
Sono fantasmi che lievitano a filo d’asfalto e che, piangendo lacrime di sangue,
sferrano un colpo sulla bocca dello stomaco a chiunque posi gli occhi su di loro.
 
Per saperne di più sul movimento delle ghost bikes nato a San Francisco clicca qui.
GhostBike_preview
postato da: mvittoria alle ore 23:18 | link | commenti (3)
categorie: sport, storie, londra, attualità, curiositá
venerdì, 20 aprile 2007

SHUFFLE – NUOVA CAMPAGNA PUBBLICITARIA PEPSI

Youtube URL: http://www.youtube.com/watch?v=c2VrAJpuE4o

Per i credit dello spot clicca qui
postato da: mvittoria alle ore 13:19 | link | commenti (4)
categorie: sport, comunicazione, attualità
giovedì, 15 marzo 2007

ALLA FACCIA DELLA PRUDENZA!

Trans Am

Ringrazio il Capitano Haller per il contributo fotografico.
postato da: mvittoria alle ore 10:17 | link | commenti (9)
categorie: sport, curiositá
martedì, 13 marzo 2007

NON SI È MAI TROPPO SICURI

«Spendere poco per rischiare poco»
su questo principio ho fondato, negli ultimi anni,
i miei acquisti in materia di biciclette.

Quando mi rubarono la bella Atala nera dal
sottoportico della Pescheria mi sentii morire:
la bicicletta era la mia indipendenza, la mia libertá.
All’epoca si utilizzava il lucchetto di serie fissato alla bicicletta,
quello con il blocchetto di metallo che scivolava
tra i raggi della ruota posteriore e ti sputava
fuori la chiave di sicurezza.
Imparai la mia lezione e decisi che la mia futura
bicicletta avrebbe dovuto essere cosí “fuori da ogni tentazione”
che la gente se ne sarebbe ben guardata dal rubarla.

Trovai da un rigattiere una bici da uomo
molto vecchia e arrugginita a tal punto che
mi stupii di come non si fosse ancora sbriciolata,
“la tien su el tetano” commentó il rigattiere
mentre gli allungavo tre mila lire.
La chiamai Michelín (letto così come era scritto
ma con accento sull’ultima sillaba) per praticitá
data la presenza di un enorme adesivo giallo del
gruppo “Michelin” che campeggiava sul telaio.
Al lucchetto di serie della Michelín aggiunsi un bel
catenaccio robusto perchè fidarsi è bene,
non fidarsi è molto meglio.
Era una gran bici, l’unica con cui riuscissi
a pedalare senza mani per distanze considerevoli.
Oggi la Michelín riposa in fondo al garage della
casa dei miei genitori, acciaccata piú che mai ma
serena del fatto che nessun malintenzionato l’ha mai violata.

A Padova invece avevo una bici aziendale con cui facevo
la spola stazione ferroviaria-zona arcella.
L’idillio duró sei mesi, un record considerando che la
lasciavo in stazione tutta la notte: una mattina,
attaccata al lucchetto, trovai soltanto la ruota.
Avevo voluto giocare con il fuoco…

Giunta a Londra feci tesoro dell’esperienza
accomulata ed acquistai una bicicletta a marchio
del distributore (Hallfords???) con due lucchetti
“a prova di ladro” che, in proporzione, mi costarono piú del mezzo.

Non è che fossi diventata eccessivamente paranoica?

Ecco che proprio nel momento in cui abbasso la guardia,
mi lascio andare a pensieri fiduciosi verso il mondo e chi lo popola…

Taaak!

Mi ciullano la sella (ma come si fa a rubare quella sella poi?)
con tanto di supporto per il faro posteriore e parafango
e mi strattonano pure il freno sicchè sono costretta a
ritornare nel negozio che, solo il giorno prima, per una revisione
mi ha spillato 75 sterline e sborsare, di nuovo, altri soldi
perchè il mondo è pieno di stronzi che bazzicano proprio sotto casa mia.

Morale: Fidarsi è male, non fidarsi è l’unica via e
questo tipo lo ha capito prima di me:

Trans Am
Bicicletta con quattro lucchetti

Il passo successivo e inevitabile è l’assicurazione.
Manco avessi una Pegoretti o una Pinarello!
Assicurare una Hallfords fa veramente ridere i polli,
ma, a quanto pare, non si è mai troppo sicuri.
postato da: mvittoria alle ore 16:40 | link | commenti (16)
categorie: sport, londra, io
venerdì, 23 febbraio 2007

QUESTIONE DI EQUILIBRIO # 2

Da piccola sognavo di fare la ballerina.
Ricordo ancora quel pomeriggio in cui
mia madre mi accompagnó ad iscrivermi
alla scuola di danza piú accreditata della cittá.
Una donna le disse di tornare l’anno successivo
perchè ero troppo piccola.
Cosí, per quell’anno, mi iscrisse a ginnastica artistica,
ma mi appassionai cosí tanto che continuai a praticarla
per sette anni consecutivi e mi scordai di diventare una ballerina.

Mi iscrissi insieme a Cristina, la mia amica del cuore.
Tutti ci chiedevano se eravamo sorelle gemelle nonostante
lei avesse gli occhi verdi. Sará stato perchè avevamo
entrambe i capelli tagliati a caschetto, neri e lisci,
e una corporatura minuta.

Il mio attrezzo preferito era il volteggio.
Cristina era molto portata per la trave, mentre io
c'avevo un rapporto di amore e odio con quell'attrezzo:
avevo il terrore di cadere.
Un'equilibrista con le vertigini… che paradosso!

Seguivamo le competizioni nazionali ed
internazionali soprattutto su Il Ginnasta,
rivista mensile della Federazione, talvolta in televisione,
ma solo per le gare piú importanti quando la RAI si
degnava di mandarle in onda, o andando ad assistere
ai campionati italiani.
Tenevamo un quaderno ciascuna dove scrivevamo le biografie
delle nostre atlete preferite, incollavamo
le fotografie ritagliate dai giornali e, quando non avevamo
due doppi della stessa immagine, disegnavamo una copia
ricalcandola con la carta semitrasparente.

Conservo ancora quei quaderni. Ora peró esiste
Youtube e ho scoperto una galleria inesauribile di filmati
che risalgono a Nadia Comaneci passando attraverso
le mie eroine di infanzia per arrivare ai giorni nostri.

Questa atleta si chiama Tatiana Groshkova, anno 1973,
della grande scuola sovietica.
Tatiana e la trave erano una cosa sola. Si muoveva agile
e flessibile su una superficie di soli 10 centimetri, creativa,
innovativa, i suoi esercizi erano delle piccole coreografie,
dei camei ricchi di personalitá.

Questo è uno degli esercizi piú spettacolari che ricordi.

Enjoy.


Routine alla trave, 1990, incontro Usa-Urss.
postato da: mvittoria alle ore 18:15 | link | commenti (12)
categorie: sport, storie, io
lunedì, 05 febbraio 2007

APPELLO PER IL NUOVO CALCIO

Oggi lascio la parola a PF1 con un post sul calcio ed
un invito a firmare una petizione per un calcio nuovo.


Penso che il calcio (che fatico ormai a chiamare "sport", dato che di sportivo ha sempre meno) sia solo una farsa e che sia "morto"....ho smesso di seguire il calcio dopo aver visto Fiorentina-Atalanta al Franchi una decina di anni fa...era la prima volta che mettevo piede in uno stadio e fu anche l'ultima. All'entrata la polizia mi sequestrò, per motivi di "sicurezza" una cintura con fibbia minuscola, dicendo di venire a ritirarla alla fine della partita. Feci tutto il primo tempo tenendomi i pantaloni e all'intervallo provai ad andare a riprendermi ciò che era mio. Peccato che lo scatolone dove venivano messe tutte le cose sequetrate non veniva portato via e messo al sicuro, ma lasciato lì, in bella mostra, incustodito...morale della favola, la mia cintura (e quelle di molti altri) fu rubata e mai più rivista. Il fatto che mi fece capire l'assurdità della cosa fu che dalla curva avversaria partivano dei razzi incandescenti che piovevano sulle gradinate. Le cinture non si portano dentro perchè sono pericolose ma i razzi sono permessi?? Questa è una delle tante cose illogiche che circonda il mondo del calcio.

Nel corso degli anni ho poi visto punire, per gli stessi reati, delle squadre con la retrocessione, altre no. Alcune squadre salvate da crack finanziari con leggine fatte apposta, oppure spalmando i debiti delle tasse (cosa che noi comuni mortali non possiamo fare) in vari anni. Giocatori dopati salvati (vedi il pluripremiato Fabio "lo fanno tutti" Cannavaro) e giocatori ugualmente dopati condannati (a seconda della società di appartenenza). Squadre che rischiavano la retrocessione i cui tifosi bloccavano il traffico, minacciavano guerriglia (o la facevano), fermavano traghetti in partenza e altre simili illegalità. E tutti a guardare (politici e istituzioni) e spesso a legiferare proprio a favore di chi stava compiendo illeciti e atteggiamenti illegali. Ce ne sono mille di esempi che mi hanno fatto venire il disgusto del calcio...non ultimo il fatto che ogni domenica i famigerati "pochi" rubano e distruggono gli autogrill, spaccano macchine e cassonetti e altro, impegnando costantemente migliaia di agenti di polizia che oltretutto gravano sulle nostre tasche, dato che i celerini vengono pagati coi soldi delle nostre tasche!
Per me il campionato può finire subito...non ne sentirò certo la mancanza (al limite la mia preoccupazione è non sapere cosa faranno questi "amici hooligani" al posto di andare allo stadio. Ma credo che si debba iniziare ad applicare le leggi, non necessariamente a farne di nuove: quando ci fu il G8 a Genova la polizia e i carabinieri attaccarono con inaudita ferocia chiunque si trovò sul loro cammino: boy scout, vecchi, ragazzi e ragazze, mamme e gente in carrozzina...perchè non si fa lo stesso quando si tratta di "tifosi" di calcio? Perchè quando alcuni vengono presi li si "condanna" solo a stare lontani dagli stadi? E' come se io fossi un ladro e mi si condannasse a stare lontano dalle banche...o se fossi un pedofilo e mi si dicesse di stare lontano dai bambini. Ci vuole un pò di serietà e di buon senso...nonchè l'applicazione delle leggi e prevedere alcune norme che rendano responsabili anche gli addetti ai lavori (società di calcio, dirigenti, giocatori, giornalisti, etc....
Segnalo quindi a tutti la possibilità di firmare una petizione per rinnovare veramente il mondo del calcio senza pacchetti di legge "assurdi", ma con un minimo di serietà:

http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/calcio/index.html
postato da: mvittoria alle ore 15:13 | link | commenti (24)
categorie: sport, attualità
domenica, 05 novembre 2006

10.000 miglia, destinazione Patagonia

Oggi il mio pensiero va a Eleanor e a Tom.

Ho ricevuto questa splendita immagine presa mentre attraversavano il Salar de Uyuni in Bolivia.

Salar de Uyuni, Bolivia

Il loro è un viaggio in bicicletta, 10 mila miglia dal Messico alla Patagonia, per raccogliere soldi per Medici senza frontiere e per il Psychiatry Research Trust.

Per seguire la loro avventura o fare una donazione visitate: www.topatagonia.co.uk
postato da: mvittoria alle ore 22:56 | link | commenti (6)
categorie: viaggi, sport, storie
mercoledì, 12 luglio 2006

LA TESTATA DI ZIDANE A MATERAZZI DIVENTA UN GIOCO

La rete ha una rapiditá spettacolare nello sfruttare, trasformare, rivisitare tutto ció che fa notizia. Come la famosa testata di Zidane a Materazzi: è subito diventata gioco. Il perché qui ha poca importanza, rimane solo il divertimento di colpire a testate Materazzi, una, dieci, cento volte.

Qui ci sono un paio di link a due giochini in flash dove portesi impratichire:

http://www.czeta.it/upload/cz-store/giochi/zidane.swf
lm.chinwag.com/t/895055/3757107/13391/0/

postato da: mvittoria alle ore 17:12 | link | commenti
categorie: sport, curiositá
mercoledì, 05 luglio 2006

COMMENTI DOPO PARTITA - QUANTA INVIDIOSA ARROGANZA

Nel mio ufficio sono l’unica donna, la maggior parte sono inglesi e stranieri (uno spagnolo, due francesi, un sud africano e uno di Singapore).

L’Italia ha vinto con merito. Non c’era dubbio che gli Azzurri avessero dimostrato una netta superioritá nel possesso di palla, creativitá e luciditá. Nessuno lo puó negare, ma nel mio ufficio sono riusciti comunque a trovare il modo per svilire la partita.

Ovviamente l’Italia ha vinto non perchè nettamente superiore, ma solo perchè dovevano far dimenticare gli scandali, perchè metá dei giocatori sono della Juventus e del Milan e così via. Insomma se l’Italia ha vinto è per la vergogna dello scandalo, non perchè ha migliori giocatori e tattica di gioco.

L’unico che si è complimentato per come abbiamo giocato è stato lo spagnolo. Non credo sia un caso.

postato da: mvittoria alle ore 11:49 | link | commenti (7)
categorie: sport
martedì, 04 luglio 2006

ITALIA - GERMANIA: FORZA AZZURRI!!!!

Stasera guarderó la nazionale italiana contro la Germania… non avendo la bandiera italiana mi sono arrangiata come meglio ho potuto!

capreseLa caprese non è un perfetto surrogato?!
ah ah ah !!
postato da: mvittoria alle ore 18:32 | link | commenti
categorie: sport